Palazzo Toppi: oggi in Consiglio anche il comitato cittadino

27 Febbraio 2020

Battaglia civica sul futuro della sede storica del municipio  Cacciatore: servono mille firme per salvare l’antico edificio

SPOLTORE. La questione Palazzo Toppi, sede storica del municipio e “inestimabile” manufatto rimasto nel centro antico di Spoltore, che l’amministrazione comunale intende “svendere” a 200mila euro, è tra gli argomenti all'attenzione del consiglio comunale di oggi. Il Comitato cittadino “riapriamo l’antico comune di Spoltore”, che rivendica la sua estraneità a ogni appartenenza politica, sarà presente al consiglio: «Vogliamo seguire da vicino l’evoluzione della vicenda», affermano i promotori, «vista la mancata apertura da parte del sindaco e della giunta alla nostra richiesta di un patto di collaborazione per salvare l’antico edificio gentilizio». Un bene di tutti, sottolineano, un valore storico/identitario che non può nè essere svenduto nè sottratto alla funzione pubblica: il ricavo dalla vendita sarebbe inferiore al danno che gli abitanti di Spoltore sarebbero destinati a subire. È quanto i cittadini spoltoresi confluiti nel Comitato - che conta sulla partecipazione di associazioni come Archeoclub d’Italia, Italia Nostra, I colori del Territorio, La Centenaria, Cinque Borghi di Spoltore, Deposito dei Segni Onlus, Pro loco, Società operaia di mutuo soccorso di Spoltore- rivendicano nella petizione “Salviamo Palazzo Toppi”. Il tetto fissato è di mille firme e le nuove adesioni non mancano. «Nei giorni di mercato in piazza c'è richiesta spontanea a firmare da parte dei cittadini, cosa che ci fa ben sperare. Attueremo tutte le istanze possibili», dice Claudio Cacciatore per conto del Comitato. L’altro punto di forza su cui contano, aggiungono, è rappresentato dalla richiesta inoltrata alla Soprintendenza archeologica di riconoscimento del valore culturale storico-identitario dell’ex municipio. «Evidentemente c’è stato un errore iniziale di sottovalutazione», stigmatizza l'architetto Edgardo Cotellucci, presidente dell’associazione di promozione sociale “I colori del territorio”, «è mancata la partecipazione dei cittadini, un progetto urbano illustrato a scatola chiusa senza nessuna consultazione pubblica preventiva, com’è pratica di tutti i Comuni, un caso unico e raro. Non è stata tenuta in conto l’affezione dei cittadini a un bene comune».
Il programma illustrato lunedì scorso alla Soms dall’amministrazione comunale nell’incontro “Progetti per la valorizzazione del centro storico” , include «lavori fermi da decenni», riprende l'architetto Cotellucci, «come la realizzazione di parcheggi e la sistemazione di via del Castello, che non affronta la grave carenza di servizi, attività e strutture per la collettività che hanno portato il centro storico ad assumere la funzione prevalente di dormitorio. Laddove le potenzialità del Palazzo Toppi con i suoi tre piani per una superficie di circa 600 mq., potrebbero veramente rappresentare una svolta per la rivalutazione del centro storico a fini sociali».
Jolanda Ferrara