Palloncini e musica napoletana: folla per l’ultimo saluto a Daniel

12 Agosto 2020

La chiesa di San Rocco gremita da centinaia di ragazzi per l’addio allo studente 15enne della Di Marzio La sorella: amavi il rischio, ma non è andata come credevi. Il parroco: «Indimenticabile il tuo sorriso»

SAN GIOVANNI TEATINO. «Amavi il rischio e l’adrenalina, andavi contro ogni regola. Per te sono stata mamma e sorella: ho cercato di darti il buon esempio con tutto l’amore del mondo, ma ti ho anche coperto in ogni cosa che hai fatto. Stavolta però non è andata come tu credevi e adesso che non ci sei più hai lasciato un vuoto enorme in me». Un singhiozzo interrompe la dedica di Martina Colarossi al fratello Daniel, morto a 15 anni in un brutto incidente con lo scooter, domenica pomeriggio tra via Tirino e via Cavour, al confine tra Pescara e San Giovanni Teatino. Le lacrime dei genitori Alessandro e Michela, che per tutta la durata della funzione religiosa non si sono mai allontanati dalla bara del figlio con le rose bianche e una maglietta nera adagiata sopra, si accompagnano alle espressioni di dolore sui visi di centinaia e centinaia di ragazzi che ieri mattina alle 10,30 si sono ritrovati nella chiesa di San Rocco a San Giovanni Teatino per l’ultimo saluto al giovane studente dell’istituto Di Marzio, appassionato di rugby e di canzoni neomelodiche.
Gli abbracci dei compagni di scuola e gli sguardi increduli degli sportivi del Sambuceto rugby che si incrociano nel piazzale adiacente all’edificio religioso raccontano più di ogni parola la disperazione di grandi e piccini per una tragedia che ha scosso l’intera comunità. «Ai nostri occhi 15 anni sono un lampo», ha detto il parroco, monsignor Massimo D’Angelo, ricordando Daniel durante la preparazione alla prima comunione e poi alla cresima, «ma si può vivere per pochi anni dando tutto e lasciando un solco profondo. La vita è la certezza di poter lasciare questo segno che sarà poi ricomposto da Dio nel regno dei cieli. La sua presenza si farà sentire per sempre: sono certo che da stasera lassù brillerà una stella più delle altre e ci sorriderà».
Le immagini di Daniel con la famiglia, sulla bicicletta o con il bilanciere della palestra tra le mani sono incorniciate in un cartellone posto nel piazzale esterno della chiesa. Raccontano di un ragazzo buono, educato, legato alla famiglia e agli amici, dal carattere esuberante come si può essere solo a 15 anni e dal sorriso «disarmante», come ha raccontato sull’altare il sacerdote, in grado di indurre il papà e la mamma «a perdonare ogni marachella» e «a diventare complice con la sorella Martina». «In me resta stampato il suo sguardo», prosegue don Massimo D’Angelo, «una sera durante la preparazione alla cresima, mentre si attardava con gli altri ragazzi: ci siamo guardati e poi mi ha sorriso. Daniel non era di tante parole, ma riusciva a parlarti. Il suo è un sorriso che resterà dentro di noi nonostante il peso della sofferenza».
Dopo la benedizione funebre, salutata anche dal picchetto d’onore della polizia in segno di vicinanza allo zio del ragazzo, appartenente alle forze dell'ordine, e dalle serrande abbassate degli esercizi commerciali che si affacciano verso l’ingresso della chiesa, centinaia di palloncini bianchi e azzurri sono volati verso il cielo accompagnati dalle note della canzone “N’ata vota” del cantante neomelodico catanese Niko Pandetta che Daniel amava ascoltare. Un gruppo di amici ha lasciato andare anche un grande palloncino a forma di “d” con la scritta “Per sempre con noi” tra gli applausi e i pianti della folla. Anche il sindaco, Luciano Marinucci, ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia.
«Avevi 15 anni ma eri già uomo», riesce a dire la sorella Martina, «ti ho capito, consigliato, custodito i tuoi segreti. Ti ho amato più di me stessa e giuro che se tornassi indietro farei lo stesso. Avevamo un legame raro. Sei e sarai l’amore più grande della mia vita, hai portato via con te anche il mio cuore. Ci eravamo fatti una promessa: non lasciarci mai perché dietro di te c’ero io e viceversa. Adesso che mi hai lasciata sola ti chiedo di starmi vicino e di darmi la forza di andare avanti».
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