Palloncini, fiori e candeline quartiere in lutto per Stella

19 Aprile 2015

In centinaia al funerale della bambina morta 12 giorni dopo lo schianto sull’A14 Il parroco si commuove: addio angelo, non è bello vedere i tuoi amici piangere

MONTESILVANO. Candeline accese e strette tra le mani, palloncini bianchi, rosa e a forma di cuore liberati in cielo e le lacrime davanti a quella bara candida, troppo piccola e con sopra la foto di una bambina sorridente, i capelli raccolti in una coda e un vestito bianco e nero. Don Giampietro Pittarello, il parroco della chiesa di San Giovanni Bosco, l’ha detto: «Non è bello vedere tanti bambini e ragazzi in chiesa per un funerale, ma la morte esiste». Ieri, Villa Verrocchio ha salutato per l’ultima volta Stella Maksimtsova, la bambina di 7 anni morta mercoledì scorso, 12 giorni dopo uno schianto sull’A14 mentre andava in vacanza in Trentino. In centinaia hanno partecipato al funerale. Poi, la bambina è stata seppellita nel cimitero di Montesilvano.

Stella frequentava la 2ª B della scuola di via Lazio e ai primi banchi c’erano anche i suoi amici: con loro andava a scuola di mattina e giocava anche di pomeriggio. C’erano il preside Roberto Chiavaroli e le maestre, a cominciare da Giulia Casella, insegnante di italiano: «La faccia studiare tanto, ci tengo, perché da grande non deve fare le pulizie, deve diventare una dottoressa», così le ripeteva sempre la mamma di Stella, russa di 39 anni, residente in via Bari. Liubov Maksimtsova è una donna che aveva riposto nella figlia tutti i suoi sogni e adesso non ha pace perché i genitori che seppelliscono i figli sono quasi dei condannati a sopravvivere: lei voleva solo che Stella diventasse «una persona importante».

Durante il funerale celebrato con il rito ortodosso, tra preghiere cantate e un’omelia in russo, il sacerdote russo ha detto che «Stella è un angelo volato in cielo» anche se lascia una sofferenza che non si può misurare. In chiesa, hanno pianto i bambini e hanno pianto i loro genitori: la tragedia di Stella, morta dopo un’operazione neurochirurgica e una degenza tra speranza e rassegnazione all’ospedale Torrette di Ancona, ha colpito e commosso il quartiere, lo stesso che aveva adottato quella bambina con quel sorriso che restava impresso. È per quel sorriso che sui manifesti della scuola listati a lutto è stato scritto: «Il sorriso terreno di Stella ci ha detto addio».

Don Giampietro, che ha concelebrato la funzione, si è rivolto alla mamma: «Stella era stata battezzata anche con il nome di Sofia che significa speranza. La sua scomparsa deve aprirci il cuore alla speranza. Che Dio consoli la mamma di Stella». Ma non sarà facile far vivere quella bambina soltanto nei ricordi.

In lacrime anche i bambini della scuola e dell’Azione cattolica: i compagni di classe di Stella, dal rientro dalle vacanze pasquali, hanno sperato che tornasse anche lei, ma la bambini, dal 3 aprile scorso, è rimasta ricoverata per le ferite riportate nell’incidente quando la Renault Clio della madre è stata tamponata da due camion nei pressi di Pedaso. «Era il venerdì santo», ha ricordato don Giampietro. Sono gli stessi bambini che, quando Stella era ancora ricoverata, le hanno dedicato dei biglietti invitarla a lottare per vivere. Quei messaggi sono stati dati alla mamma di Stella. Le insegnanti hanno raccolto anche le foto di due anni di scuola elementare di Stella: le foto che la madre aveva nel cellulare sono andate perse con l’incidente.

Sullo schianto è in corso un’indagine della procura di Ferma, coordinata dal pm Francesca Perlini, per omicidio colposao. Tra le ipotesi dell’incidente, c’è quella del probabile mancato rispetto della distanza di sicurezza da parte di uno o di tutti e due i camion. Il legale della famiglia è Enzo Di Lodovico.

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