Palpeggia bimba al parco Una mamma lo fa arrestare

7 Dicembre 2016

È un amico di famiglia: aveva accompagnato la piccola di 10 anni e i suoi figli a giocare nell’area alle spalle delle Naiadi. Ma una donna ha visto tutto, l’ha bloccato e denunciato

PESCARA. Una bambina di dieci anni sulle gambe di un uomo, seduto su una panchina, in mezzo ad altri bambini che invece giocano. È domenica pomeriggio, il 23 ottobre scorso. L’area verde alle spalle delle Naiadi e della strada parco è pieno di bambini e di genitori al seguito. E proprio alcuni di loro non possono fare a meno di soffermarsi su quella ragazzina di spalle, e sull’uomo che la sostiene in maniera così innaturale. Da lontano ne osservano le movenze, cercano di carpirne gli sguardi fino a quando una mamma si sente in dovere di avventarsi contro quell’uomo e di urlargli di smetterla, di lasciar stare quella bambina con la minaccia di chiamare le forze dell’ordine. Allora lui si ferma. E alzandosi di scatto si accende una sigaretta, «non stavo facendo niente» dice. E se ne va. Ma a distanza di meno di due mesi da quella domenica pomeriggio, per quei presunti palpeggiamenti l’uomo è stato arrestato per violenza sessuale, aggravata dalla minore età della presunta vittima e dal fatto che gli era stata affidata in custodia per quel pomeriggio al parco. Ieri mattina i poliziotti della squadra Mobile diretti da Pierfrancesco Muriana sono andati a casa dove l’operaio, 51 anni, separato e padre di due bambini (per loro e per la presunta vittima non ne sveliamo il nome), è tornato a vivere con la madre. «Sono una vittima, non è vero niente», ha detto mentre gli notificavano la custodia cautelare ai domiciliari disposta dal gip Nicola Colantonio il quale, pur ridimensionando (per l’incensuratezza) la richiesta del carcere avanzata dal pm Gennaro Varone, ha riconosciuto comunque «le insane pulsioni sessuali» dell’indagato. Una conclusione a cui l’accusa è arrivata sulla base delle indagini avviate proprio grazie a quella mamma che quel pomeriggio di ottobre si è scagliata contro l’uomo al parco. Per poi presentarsi in Questura, il giorno dopo, a raccontare quello che era successo, seguita da altri tre testimoni. «È partito tutto grazie al grande senso civico di questa donna», ha rimarcato Muriana in conferenza stampa, affiancato dal capo della sezione Reati contro la persona Guido Camerano e dalla sovrintendente Francesca Zuccaro, una delle due poliziotte che con il massimo della delicatezza sono riuscite a creare le condizioni perché la ragazzina si sentisse libera di confidarsi e, alla fine, di dire: «Mi sono tolta un peso». Un peso che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori con la consulenza di una psicologa, sarebbe limitato all’unico episodio del parco. Quella domenica la ragazzina, con il fratello e i due figli dell’arrestato sarebbe andata al parco con quest’ultimo e con un altro adulto, il fratello dell’ex moglie di lui e, al tempo stesso, figlio del patrigno della ragazzina il quale, vedovo, vive con la mamma di lei. Una famiglia allargata che, nonostante la separazione della coppia, aveva mantenuto legami cordiali e affiatati tra tutti i componenti. Tanto da creare le condizioni per cui la ragazzina e il fratello, con lo zio acquisito, i cuginetti acquisiti e il padre di questi, andasse a trascorrere un pomeriggio al parco. Ma quel 23 ottobre, per un banalissimo motivo lo zio si assenta. Le età dei bambini vanno dagli 11 agli otto anni, la ragazzina è l’unica femminuccia del gruppo e soprattutto, come raccontano i testimoni, l’unica a non giocare.

Eppure, nella prima audizione protetta, la bambina nega tutto, perfino la discussione avuta dall’uomo con quella mamma al parco.

Ma i poliziotti non mollano e con la collaborazione della madre e del patrigno, sotto choc per quanto scoperto, riescono a creare un’altra occasione perché la piccola chieda di sua iniziativa di tornare in Questura. E stavolta racconta tutto. Particolari compresi.

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