Panico per le esplosioni, ma è la polizia

Lettomanoppello, gli artificieri utilizzano l’ex cava Italcementi per far brillare i fuochi sequestrati
LETTOMANOPPELLO. Fortissime esplosioni avvenute ieri pomeriggio in località Carpelle, zona di confine tra i territori dei comuni di Lettomanoppello e Manoppello, situata in zona pedemontana della Majella, hanno destato paura e preoccupazione soprattutto per gli abitanti delle case sparse sul territorio circostante. In molti sono usciti dalle case e si sono allontanati dal posto non sapendo cosa fosse successo. Le strutture portanti dei fabbricati hanno vibrato immediatamente dopo le esplosioni, destando paura e incredulità. Dopo il boato si è alzata in aria una larga e densa nuvola di fumo che ha impiegato tempo a dileguarsi.
Chi ha abbandonato la casa si è diretto verso il centro storico nella speranza di saperne di più su quanto accaduto, ma in città nessuno ha saputo dare una spiegazione, pur avendo percepito il rombo dell'esplosione. In zone più distanti non c'à stata percezione dello scoppio. E su Facebook sono subito rimbalzate ipotesi fra le più impensate circa ordigni bellici inesplosi. Solo a tarda sera si è potuto rintracciare la causa del fragoroso scoppio che è avvenuto in realtà in tutta sicurezza e sotto lo stretto controllo degli artificieri della polizia di Stato. Esplosioni che si sono ripetute in altre occasioni in passato, proprio a opera della polizia che ha usato il sito per disfarsi con l'esplosione di materiale incendiario residuato della ex fabbrica di fuochi pirotecnici della ditta Di Renzo di Lettomanoppello, da anni dismessa. Il sito scelto è quello della ex cava della Italcementi di Scafa, dove le esplosioni erano attività di routine quale normale procedimento di estrazione di materiale lapideo calcareo necessario per confezionare i cementi e da tempo utilizzato dalla polizia di Stato per analoghe finalità. Dunque niente panico, ma certezza per la sicurezza.

