Pannelli e altri sistemi a tutela dei malati

Dipartimento della Asl al lavoro da un anno per tenere sotto controllo tutta l’area ospedaliera
PESCARA. L’azienda sanitaria di Pescara «è la più attrezzata della Regione sulla prevenzione, il monitoraggio e la cattura» della zanzara tigre. Ciò rende «la città sotto controllo» rispetto agli allarmi sui focolai virali, scatenati dalla zanzara tigre in altre città italiane, che stanno preoccupando in particolar modo le popolazioni del Lazio.
Il vice presidente della commissione regionale sanità, Pettinari, plaude al lavoro «che sta portando avanti il dipartimento di prevenzione, settore dell'azienda sanitaria che ingloba il "gruppo operativo epidemiologico, una vera eccellenza nella cattura di virus, batteri e vettori»
Una sorta di "ufficio alert", come lo definisce il consigliere regionale «che opera silente al primo piano della direzione sanitaria e che si occupa di monitorare la situazione in collaborazione con l'istituto zooprofilattico di Teramo che esegue mensilmente analisi e test diagnostici», sulla base delle indicazioni fornite dal gruppo operativo epidemiologico.
Pettinari rivela che «il nucleo è molto attivo e sta monitorando le zone circostanti il presidio ospedaliero, da un anno, dopo aver recepito il piano nazionale. Un progetto di prevenzione e controllo avviato, dunque» prosegue il consigliere «ancor prima che il ministero inviasse la lettera alla Regione nei giorni scorsi per sollecitare interventi da parte anche delle aziende sanitarie. Ma il gruppo, che fa capo al dipartimento di prevenzione della Asl, opera solo nelle zone circostanti il presidio ospedaliero. Ecco perché è necessario che pure il Comune di Pescara si attivi per estendere il monitoraggio su tutto il territorio cittadino».
«Operazione, il monitoraggio», precisa Pettinari, «ben distinto dalle periodiche e consuete disinfestazioni che avvengono sul territorio" coordinate da Comune e Attiva. La zanzara tigre (lunga da 5 a 10 millimetri e tigrata di bianco e nero) si annida nelle zone acquitrinose: caditoie, tombini, siepi, feritoie, pozze d'acqua. E vengono catturate «attraverso un procedimento che sprigiona feromoni, le più pericolose sono le femmine adulte, abbattute con i larvicidi».
Un altro sistema acchiappa insetti «sono le lampade attirazanzare, con pannelli di colla incorporati, posizionati nei seminterrati dell'ospedale», aree più a contatto con le falde acquifere e quindi territori più prolifici per tali insetti. (c.co.)
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