Paola, battaglia vinta: ecco il montascale

Dopo 4 anni di appelli, la giornalista con la Sla ha ottenuto l’apparecchio per uscire di casa
PESCARA. Ci sono voluti quattro anni di appelli, ma alla fine il montascale è stato installato all'ingresso del palazzo dove vive, ai Colli. Paola Mastrangelo, 59 anni, prigioniera della Sla da sei, finalmente, potrà uscire di casa per «vedere il mare», il sogno più grande.
Ha vinto la sua battaglia dopo che il Centro ha rilanciato per mesi il suo grido di dolore, con le barriere architettoniche che la tengono reclusa al terzo piano dell'abitazione in Strada vecchia della Madonna. I lavori di adeguamento per permetterle il posizionamento dell'apparecchio sono stati finanziati in parte, 4mila euro, dalla Regione. I restanti 3mila, su un preventivo di 7mila euro, dovrebbero essere a carico dei condomini, tra cui alcuni contrari alla realizzazione del progetto. La Mastrangelo si è più volte appellata alla generosità dei vicini di casa per avere un aiuto e ha dovuto combattere contro i ritardi burocratici. Pochi giorni fa, l'annuncio anche sui social: «Dopo 4 anni di lotte, sono iniziati i lavori per installare il montascale». Uscire di casa per lei significa dover assoldare ogni volta una squadra di persone, familiari e volontari della Misericordia, «contorcersi» per entrare, seduta sulla carrozzella, nello strettissimo ascensore dell'edificio oppure farsi portare in braccio lungo i 60 scalini della palazzina, per arrivare al pianterreno.
Un’umiliazione cocente per la giornalista ed ex insegnante che vive attaccata alle macchine per respirare e alimentarsi e gira gli occhi su un puntatore per comunicare col mondo. Nei giorni scorsi, è stato posizionato il montascale che le permetterà di recuperare un minimo di libertà: «Sono felice», dice, «e domenica, se è bel tempo, voglio andare al mare». Anche se le resta «da affrontare i dislivelli del terreno sotto casa» con un altro peso nel cuore: trovare i restanti fondi per finanziare l'intero intervento.
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