Paolucci: farò una legge contro i no-vax

6 Agosto 2018

Intervista all’assessore alla Sanità che spiega i pericoli per i bimbi non immunizzati e l’iniziativa che prenderà la Regione

PESCARA. L’Abruzzo presenterà una legge contro la decisione del Governo di “condonare” per un anno l’obbligo delle vaccinazioni, decisione accolta con gioia dai no-vax.
A promettere battaglia è l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci che, oltre al disegno di legge, come il Piemonte, farà ricorso alla Corte costituzionale, perché «la proroga dell'obbligo vaccinale è un passo indietro».
Assessore Paolucci, secondo lei, quali effetti ci saranno in Abruzzo? Aumenteranno i rischi da “immunità di gregge” incompleta?
«È un condono, una mancetta per i no-vax, un impegno assunto di fatto in campagna elettorale che certamente aumenta il rischio di ammalarsi. Questo è un dato oggettivo».
La circolare viene giustificata con il fatto che non tutte le regioni hanno un’anagrafe dei vaccini. L’Abruzzo si è dotata di un’anagrafe?
«Intanto, è una giustificazione che non ha senso, perché l’Abruzzo ha un’alta percentuale. In secondo luogo noi abbiamo quasi completato l’anagrafe, mancano solo gli anni 2004-2005 e 2006, quindi le vecchie vaccinazioni. Le nuove sono già informatizzate. Tra qualche settimana tutto sarà completato».
Quali percentuali sono state raggiunte in termini di vaccinazioni in Abruzzo?
«Siamo tra le regioni che hanno il più alto tasso di vaccinazione (come si evince nella tabella sopra, ndr). In tema di prevenzione, in Abruzzo, c’è un’importante e solida cultura vaccinale».
Pensa che questo “condono” farà abbassare di molto queste percentuali, in Abruzzo?
«Il rischio che le faccia abbassare c’è. Ma non penso di molto».
Che cosa intende fare, oggi, la Regione Abruzzo? Si comporterà come la Toscana dove il governatore Rossi ha già annunciato che farà una legge “anti-circolare”, oppure subirà gli effetti di questo “condono”?
«La Regione presenterà al Consiglio un disegno di legge di Giunta. Vanno studiati, ovviamente, i poteri del Consiglio laddove si dovesse, tra qualche settimana, entrare in regime di prorogatio».
Può fare un disegno di legge nonostante lo scioglimento imminente del Consiglio?
«È da approfondire se questo rientra nei poteri possibili, cioè se il Consiglio regionale ha i poteri per legiferare durante la prorogatio su questa materia. Faccio un esempio: l’assestamento (la variazione di bilancio) è un obbligo di legge, e i poteri per legiferare ci sono. Nel caso, invece, del diritto alla salute, e in particolare nel caso dei vaccini, bisogna verificare se il Consiglio regionale nel periodo della prorogatio ha il potere per intervenire».
Cosa conterrà nel dettaglio il disegno di legge?
«Sostanzialmente, reintrodurrà l’obbligo di vaccinarsi».
La domanda finale è però inevitabile: può una norma regionale superare come effetti e valenza una decisione nazionale?
«Qui bisogna entrare nell’interpretazione della legislazione concorrente in sanità. Io ritengo che sul profilo delle vaccinazioni il potere sia delle Regioni che hanno in campo sanitario la possibilità di autoregolamentarsi. Del resto il referendum del 4 dicembre 2016, che prevedeva come noi volevamo una governance più nazionale della sanità, è stato respinto da coloro che attualmente sono al Governo».