Papà Andrea e i suoi due angeli: la città si prepara all’ultimo saluto

Forse sarà celebrato domani il funerale dell’atleta paralimpico Silvestrone e dei figli di 14 e 8 anni Oggi il riconoscimento delle salme e il rientro a Montesilvano. E si prega per il 12enne sopravvissuto
MONTESILVANO. Montesilvano si prepara a dare l’ultimo saluto ad Andrea Silvestrone e ai suoi figli Nicole e Brando, scomparsi nel tragico incidente avvenuto sabato mattina sulla A14, all’altezza di Grottammare. E intanto si continua a pregare e a sperare per l'altro figlio Diego, di 12 anni, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Ancona.
E potrebbero essere celebrati già domani mattina i funerali dell’atleta paralimpico di tennis, della figlia Nicole di 14 anni e del piccolo Brando di appena 8 anni, mentre già nel pomeriggio di oggi potrebbe essere possibile visitare la camera ardente nella Dimora del Silenzio di via D’Antona a Montesilvano. La conferma ufficiale, però, si avrà solo nella mattinata di oggi quando, all'obitorio dell’ospedale di Fermo, è in programma il riconoscimento delle salme al quale farà seguito il nulla osta per la restituzione dei corpi alla famiglia. Solo a quel punto, il papà e i suoi bambini potranno tornare nella loro città, dove ad attenderli ci sarà mamma Barbara Carota che, distrutta dal dolore, ora vive nella speranza di poter riabbracciare presto Diego, l’unico superstite dello schianto che ha interrotto i sogni e i progetti del campione d’origine ravennate e dei suoi «propulsori di vita», come li aveva definiti recentemente. A celebrare il funerale sarà don Cristiano Marcucci nella parrocchia Visitazione di Maria di via Caravaggio, a Pescara, scelta anche per la sua ampiezza, dal momento che saranno centinaia le persone che si stringeranno alla famiglia per questo ultimo, straziante addio.
Un addio che, oltre ai familiari e agli amici di Silvestrone, in questi giorni devono metabolizzare anche i compagni di scuola di Nicole e Brando, che dopo la tragedia di sabato devono fare i conti con i due banchi drammaticamente vuoti.
Ieri mattina è stata la volta dei ragazzi della 3ª G della scuola media di via Olona, la classe dell’Istituto Villa Verrocchio frequentata da Nicole, dove i suoi compagni sono stati accolti dalla preside Enrica Romano e dai loro docenti, alla presenza di psicologi. Gli studenti hanno appeso due foto della quattordicenne, una sulla porta della classe, l’altra alle spalle della cattedra, lasciando sul suo banco dei palloncini bianchi, un angioletto, una rosellina bianca e un cuore di peluche con la scritta “I love you” (ti voglio bene) sul quale hanno apposto le loro firme. Tanti anche i mazzi di fiori bianchi che i compagni di Nicole hanno portato in classe, per poi riportare a casa in attesa del funerale.
Nello stesso plesso, ma in un altro corridoio, invece, i bambini della 2ª F hanno pregato per il ritorno in classe del loro compagno Diego, disegnando cuori e scrivendo dei messaggi di incoraggiamento sul suo banco: “Grande Diego, sii forte”, e ancora “Ti vogliamo bene”, “Forza Diego” e “Siamo con te”. Affronteranno oggi il rientro in classe senza il loro amichetto, invece, gli alunni della scuola primaria di via Valle d’Aosta che Brando frequentava da tre anni.
Nel loro caso, infatti, come riferisce il dirigente scolastico della Direzione didattica, Mauro Scorrano, i genitori hanno deciso di non mandare i loro figli a scuola, ieri mattina, in segno di lutto. «Non ci sono parole per descrivere il dramma che la nostra comunità sta vivendo», spiega il preside. «Capisco la decisione dei genitori, ma li ho invitati a non prolungare troppo l’assenza per non rendere ancora più traumatico il rientro in classe. I bambini saranno accolti dagli insegnanti che li aiuteranno a elaborare il lutto con disegni e letterine, Qualora fosse necessario, siamo pronti a coinvolgere degli psicologi».
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