Parcella del falso avvocato la vittima scopre la truffa

Sessantenne avvicinata lungo la strada parco non cade nel tranello, segue e fa arrestare in viale Bovio due napoletani sorpresi con gli assegni finti
PESCARA. È stata congegnata con grande cura, e con la massima attenzione ai dettagli, la truffa tentata due giorni fa sulla strada parco, a Pescara. Il responsabile è un napoletano di 45 anni, V.L., atteso in auto da un complice di 65 anni, C.C., entrambi già noti alle forze dell’ordine e indagati alla Procura di Trento per aver realizzato delle truffe ai danni degli anziani.
Ma questa volta gli è andata male perché la vittima non è caduta nel tranello, anzi ha fatto rapidamente i suoi accertamenti e poi si è rivolta alla polizia, consentendo al personale della squadra Volante diretta da Dante Cosentino di arrestare la coppia. Secondo quanto riferito da lei stessa, la donna, una sessantenne, sarebbe stata presa di mira mentre passeggiava con il cane, cosa che fa giornalmente. Ad avvicinarla in via Toti sarebbe stato V.L. il quale si è spacciato per avvocato e le ha raccontato una storiella ben articolata, con l’unico obiettivo di spillarle dei soldi. Ha spiegato di essere stato incaricato dal nipote della donna il quale, coinvolto in un incidente stradale, avrebbe dovuto ricevere un sostanzioso risarcimento da una compagnia assicurativa. E lui, che si è presentato come «l’avvocato», ottenuto l’assegno dalla compagnia, ha riferito alla signora di doverglielo consegnare, presentandosi con una busta contenente un assegno da 18mila euro. Per rendere tutto veritiero l’uomo ha anche fatto alcune telefonate davanti alla signora fingendo prima di parlare con la segretaria del suo presunto assistito e poi con il nipote della malcapitata ricevendo da lui, «in diretta», l’incarico di consegnare l’assegno alla zia per avere in cambio, dalla donna, la sua parcella da professionista, pari a 1.600 euro. A quel punto ha tirato fuori da una busta bianca l’assegno, nella speranza che l’interlocutrice si convincesse e accettasse di pagare la parcella.
Ma non è andata così, perché la vittima non si è accontentata di quanto le era stato appena propinato dallo sconosciuto, chiedendo di voler parlare direttamente con il nipote. A quel punto, resosi conto che era rischioso rimanere lì, V.L. si è allontanato. In pochi minuti la vittima ha rintracciato il nipote, verificando che lo sconosciuto aveva inventato tutto, e ha deciso così di rintracciare il truffatore, allertando le forze dell’ordine. Ha composto il 113, ha sollecitato l’intervento della polizia descrivendo il finto avvocato e nel frattempo, aiutata dalla sorella, si è messa alla ricerca dell’uomo. Lo ha rintracciato in via Ravasco, mentre saliva su un’auto in compagnia del complice, C.C., e poco dopo il personale della Volante ha bloccato quell’auto in viale Bovio, identificando i due. Addosso avevano le prove della tentata truffa e cioè altri quattro assegni come quello mostrato sulla strada parco: tutti falsi, fotocopie a colori, che probabilmente sarebbero stati usati per altre truffe. Per i due è scattato l’arresto per tentata truffa in concorso, ma ieri mattina sono stati rimessi in libertà in quanto il raggiro non è andato a buon fine e in questo caso non è previsto l’arresto. La polizia non esclude che i due abbiano già agito in zona e il timore nasce da una seconda segnalazione arrivata al 113 da una donna, anche lei residente nei pressi della strada parco. Un sedicente avvocato l'ha avvicinata, parlandole di un presunto risarcimento a favore di un familiare. Che fosse lo stesso «avvocato»?
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