«Parcheggi e vigilanza o il mercato chiuderà»

7 Novembre 2015

Appello degli operatori: affari crollati del 50 per cento e affitto troppo caro

PESCARA. Parcheggi, anche con sosta a tempo, nell'area retrostante il mercato coperto; diminuzione del costo degli affitti; vigilanza interna; pulizie dei bivacchi notturni agli ingressi secondari; chiusura dei cantieri e rilancio della struttura che conta un centinaio di operatori tra negozianti e contadini. Sono le richieste dei commercianti del mercato comunale di piazza Muzii che lamentano un crollo degli affari del cinquanta per cento negli ultimi tre anni, a seguito della pedonalizzazione della zona di via Battisti e l'eliminazione di 120 parcheggi.

«Negli anni abbiamo chiesto più parcheggi, invece l'amministrazione comunale ce li ha tolti tutti», attacca Anna Montanari, alle spalle una famiglia di oltre mezzo secolo di panificatori, «i crolli degli affari sono cominciati con la crisi e proseguiti con i lavori dell'isola pedonale e del cantiere del mercato. Per due anni ci hanno fatto spostare da una parte all'altra dei locali, con notevoli disagi per noi operatori e oggi ci ritroviamo a lavorare con una clientela rionale per via della carenza di posti auto, che sono solo condominiali. Per rilanciare il mercato occorrerebbero servizi aggiuntivi come sportelli di anagrafe e Poste».

Angela e Melania, di Maria sapori di terra, chiedono «l'apertura del piano di sopra ma con esercizi e rivendite che trascinino gente soprattutto di giorno, quando il mercato è aperto, dalle 7 alle 14. Inutile, per noi, creare eventi notturni all'esterno e non poterne trarre beneficio. Durante la settimana soffriamo, si lavora di più solo il sabato con clienti che vanno di fretta perché temono le multe dei vigili dopo aver abbandonato l'auto in doppia e tripla fila».

Quindi, chiedono una «vigilanza interna» per contrastare «i numerosi furti che ci sono stati. Siamo stati costretti a chiudere i bagni a chiave perché al mattino, al nostro arrivo, gli extracomunitari ci chiedevano di entrare per lavarsi».

Il “mercataro”, così si definisce Paolo Viggiani, spende «tre euro ogni giorno per pagare qualcuno che ripulisca gli ingressi laterali di urina e rifiuti abbandonati nottetempo».

Ma il tarlo è sempre l'assenza dei parcheggi. «La spesa pesa», prosegue Viggiani, tre generazioni di fruttaroli alle spalle, primi a vendere le banane nel 1962, «le signore arrivano con i mariti che aspettano in auto, comprano e fuggono. Abbiamo avuto un crollo delle vendite di almeno il 50 per cento». Viggiani ci fa fare un giro turistico lungo i locali “deserti” della struttura: «Gli amministratori hanno creato questo vuoto per fare posto, ci hanno detto, a eventuali manifestazioni ed eventi. Con questa giustificazione hanno ammucchiato i contadini da una parte e il risultato è questa desolazione. Così pretende il Comune di rilanciare questo mercato, solo con interventi di facciata?». Viggiani lancia anche l'idea di uno «sportello bancario e una tabaccheria». E' una «cattedrale nel deserto», conferma una cliente, Maria Tommasa, moglie e madre di ingegneri. Patrizia Paravia arriva ogni giorno da Francavilla, gestisce il bancone della verdura da 35 anni. E un anno dopo l'altro convive con «la puzza di questo tombino» incastonato nel pavimento. Per Felicia Di Natale, titolare di un alimentari, le strategie del Comune per tenere in piedi il mercato, sono frutto di un «lavoro da incompetenti. Nessuno ascolta le nostre richieste, in due anni di cantieri aperti abbiamo perso i clienti, facciamo le collette per le pulizie, nessuno ci coinvolge, ci stanno facendo morire lentamente».

«Se noi dobbiamo pulire il mercato, perché paghiamo le tasse?», si chiede la macellaia Giovanna Barone. Di destini inesorabili parla anche Paola Gallo, titolare di una mini erboristeria aperta da 30 anni: «Lavoriamo solo con i clienti affezionati che acquistano con un occhio sulla strada per guardare l'auto. Finché resistiamo, poi chiuderemo». «O mi dimezzano l'affitto o mi ritiro», minaccia il pescivendolo Bruno Collini, «su questo bancone ci sono 5000 euro di pesce e non si vende quasi nulla. Pago 400 euro d'affitto e al Comune ho chiesto lo sconto perché non ce la faccio ad andare avanti». Stessa richiesta da parte di Lucia Di Tommaso, costretta a offrire un servizio ulteriore alla clientela: «A clienti anziani che non possono venire più, porto la spesa a casa, ma sono costretta a lasciare il negozio. Durante la mia assenza, però, perdo i clienti. Perché non fanno parcheggi, anche a tempo, sulla strada che costeggia il mercato e che sfocia in viale regina Margherita?».

Ma ci sono anche clienti che fanno «km di strada a piedi pur di non abbandonare il negoziante di fiducia». Sono Ciro Di Bartolomeo e la moglie Rita, edicolanti in pensione, che abitano ai Colli e lasciano la macchina in via Passolanciano per raggiungere a piedi il mercato di piazza Muzii. Infine, altri negozianti chiedono la chiusura dei cantieri, soprattutto quelli posti all'ingresso e suggeriscono il posizionamento di segnaletica in città che indichi il facile raggiungimento e l’individuazione del mercato comunale.

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