Parchi commissariati, accuse al ministro

8 Giugno 2019

In regione tre aree protette su quattro non hanno i vertici. I difensori dell’orso: Costa ha tradito le promesse

L'AQUILA. Nella regione verde d'Europa, tre parchi su quattro sono senza direttore e senza presidente o con mandati in scadenza.
Si accavallano le gestioni commissariali, nonostante la promessa del ministro dell'ambiente, Sergio Costa: «Faremo presto». Ma, ad oggi, le nomine non ci sono. Per la onlus “Salviamo l'orso” quella dei parchi nazionali in Abruzzo «è una vera emergenza. Continue diatribe politiche e il balletto delle poltrone stanno creando una situazione di stallo e un ingiustificato ritardo». È un grido d'allarme per ridare dignità e futuro alle aree protette.
NIENTE GOVERNANCE. Basta scorrere l'elenco dei presidenti e direttori in carica, nei parchi abruzzesi, per rendersi conto di quanto sta accadendo. Caselle vuote, pensionamenti mai reintegrati, commissari. Il presidente della onlus Salviamo l'orso, Stefano Orlandini, tira fuori numeri e dati: «Oggi, in Abruzzo, tre parchi su quattro sono senza direttore e senza un legittimo presidente. In Italia sono più di trenta i posti vacanti ai vertici dei parchi nazionali». E giù la lista: «Il parco nazionale della Majella manca sia di presidente che di direttore», dichiara Orlandini, «il parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise è nella stessa condizione, mentre il parco regionale Sirente-Velino continua ad esser commissariato dalla politica abruzzese che lo vorrebbe smantellato ormai da anni». L'unico ente a tirarsi fuori dal novero delle defezioni è il parco nazionale Gran Sasso- Monti della Laga che, con i suoi 150mila ettari, è tra i più estesi d'Italia. Alla presidenza del parco, che ha appena approvato il bilancio consuntivo 2018, figura l'avvocato teramano, Antonio Navarra, direttore l'aquilano, Alfonso Calzolaio. SUBITO LE NOMINE. «Ricordiamo che la nomina del direttore di un parco nazionale è di competenza del ministro dell’Ambiente», sottolinea la Orlandini, «chiamato a scegliere tra i tre nomi proposti dal consiglio direttivo del parco stesso. Anche i presidenti dei parchi sono nominati con decreto del Ministro dell’ambiente d’intesa, però, con i presidenti delle Regioni. Il che», fa notare Orlandini, «provoca sempre un periodo di stallo dovuto alle interminabili diatribe tra i politici, che spingono ciascuno il proprio candidato». L’APPELLO A COSTA. Parla di «commercio di poltrone», Orlandini, nel delineare la situazione in cui versano i parchi abruzzesi, «quasi sempre riservate a politici da collocare in pensione. La nomina del direttore, espletata la procedura amministrativa, spetta al Ministro e solo su di lui, oggi, ricade la responsabilità di questo ingiustificato ritardo. A gennaio scorso il consiglio direttivo del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha sottoposto a Costa i tre candidati selezionati: dopo ben cinque mesi, e con un ente già privo di presidente, il ministro continua a non decidere, mentre il parco versa in uno stato di stallo amministrativo che non ne permette neppure il commissariamento e ne blocca persino la gestione ordinaria, in un momento cruciale. La conservazione dell’orso bruno marsicano è indissolubilmente legata allo storico parco d’Abruzzo. Ci eravamo illusi che con Costa qualcosa sarebbe cambiato ma l’ex generale della forestale sembra essere più interessato a coltivare la propria leggenda di oppositore della camorra nella “terra dei fuochi”, che a ridare efficienza e dignità al sistema delle aree protette».