«Parco degradato» Club Giamel diffida la coop dell’Excelsior

5 Dicembre 2017

Iniziativa nei confronti del gestore romano che si occupa del centro di accoglienza ai migranti nell’albergo cittadino

MONTESILVANO. Una diffida alla cooperativa Eta Beta di Roma, che gestisce il centro di accoglienza straordinaria (Cas) dell’hotel Excelsior, affinché sensibilizzi i propri ospiti al rispetto della città. È questa l’iniziativa dell’associazione Club Giamel che, dopo aver puntato il dito contro i richiedenti asilo accolti nella struttura di Santa Filomena, accusati di aver ridotto il parco Baden Powell in un luogo sporco, degradato e pericoloso, ha deciso di passare alle azioni legali.
Per tramite dell’avvocato dell’associazione, Paolo Cavalazzi, il presidente Gianni Scaburri ha voluto ricordare alla coop che gestisce l’accoglienza quali siano gli impegni assunti nella convenzione sottoscritta con la prefettura di Pescara. Non prima di aver illustrato le criticità riscontrate nell’area verde che sorge sulla strada parco, a poche centinaia di metri dall’hotel Excelsior. «Purtroppo, dopo l’arrivo degli immigrati», si legge nella diffida, «la vivibilità del parco è mutata radicalmente, poiché quel luogo, prima frequentato dalla cittadinanza di Montesilvano, è divenuto zona di degrado e di disagio urbano». Nella lettera, si evidenzia in particolare che «gli ospiti del Cas bivaccano quotidianamente nel parco Baden Powell e lasciano qui i loro rifiuti, fra cui bottiglie di vetro e cocci, così da rendere la zona non solo sudicia e indecorosa ma pericolosa per la salute degli avventori, in particolare dei bambini e degli anziani».
Ma quale sarebbe la responsabilità della coop? Peril Club Giamel, «non aver rispettato quanto prevede la convenzione». Stando a quanto si afferma nella diffida, «fra i servizi di assistenza generica alla persona elencati, sussiste l’impegno della vostra cooperativa all’orientamento generale dei cittadini stranieri sulle regole comportamentali all’interno della struttura, nonché sulla relativa organizzazione. Inoltre, avete assunto l’obbligo a fornire a tutti i soggetti assistiti, un servizio di informazione sulla normativa concernente l’immigrazione nonché i diritti, i doveri e la condizione dello straniero. Nella convenzione è precisato che l’erogazione di tali servizi non solo è vostra prerogativa, ma anche vostra esclusiva responsabilità. Senonché, emerge che tale attività di informazione ed educazione, evidentemente, non è stata ben compresa dagli ospiti della struttura». Per questa ragione, l’associazione chiede alla cooperativa romana di adempiere agli impegni assunti, «affinché cessino i comportamenti e le turbative sino a oggi assunte dagli immigrati».
Parallelamente, Club Giamel annuncia che a breve verrà riattivato uno sportello, dedicato ai residenti di cittadinanza italiana, che una o due volte a settimana offrirà consulenza legale gratuita alle famiglie indigenti grazie alla disponibilità dell’avvocato Cavalazzi e di quei legali che vorranno aderire all’iniziativa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA