Parco della Maiella, 100 ettari in fiamme

Colpita la zona della Valle Giumentina, Canadair anche da Ciampino. Il presidente Zazzara: «Si tratta di incendi dolosi»
CARAMANICO. Per il Parco nazionale della Maiella quella di ieri è stata una delle giornate peggiori a causa del vasto incendio, divampato già nel pomeriggio di martedì, che ha colpito la zona della Valle Giumentina e parte del vallone di San Bartolomeo, fra i Comuni di Caramanico, Roccamorice e Abbateggio. Stando ad una primissima stima, ad andare letteralmente in fumo è stata un'area di oltre 100 ettari fra parte boscata e no.
A lavoro per ore squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale, volontari della protezione civile, ma anche due elicotteri e un Canadair, decollato nelle prime ore del mattino da Ciampino, che ha consentito di circoscrivere e tenere sotto controllo i diversi fronti dell'incendio. A rendere infatti la situazione complicata, oltre alla zona impervia interessata dal rogo, le temperature elevate e il forte vento. Un mix che poteva diventare micidiale. Per fortuna, ma soprattutto grazie agli interventi delle squadre da terra e aree, non ci stati problemi per le abitazioni e per gli allevamenti. Forte preoccupazione, invece, per la faggeta. Timori anche per il sito archeologico della Valle Giumentina e per l'area dell'Eremo di San Bartolomeo, lambiti dal fuoco. A seguire le operazioni di spegnimento, i sindaci dei tre Comuni colpiti. Insieme ai vigili e agli uomini e alle donne della protezione civile, che hanno continuato a operare incessantemente per tutta la serata e la notte, a lavoro i carabinieri e i carabinieri forestali. Questi ultimi sulle cause del rogo ed eventuali responsabili. Considerate le modalità in cui si è sviluppato e i precedenti in zona, la pista dolosa resta quella principale. «Purtroppo temiamo», spiega il presidente del Parco nazionale della Maiella, Lucio Zazzara, «che sia stato provocato volutamente. Ci sono persone che non si sa per quale ragione fanno queste cose, provocando dei danni enormi. Nell'incendio divampato, qualche giorno fa, a Lettomanoppello sono stati trovati segni inequivocabili di dolo. Esistono infatti delle tecniche e dei sistemi che consentono di trovare subito delle tracce. Ma ci sono ormai altrettanti strumenti che permettono di individuare i responsabili di gesti di questo genere e quindi consiglio di non dormire sonni troppo tranquilli. I forestali sono riusciti a beccarne già diversi. Si tratta di persone che agiscono in maniera quasi scientifica, guarda caso sempre nelle giornate in cui è più facile che il fuoco attecchisca e si diffonda con il risultato di fare danni.
Danni al patrimonio naturale, distruggendo specie vegetali spesso a rischio estinzione e uccidendo gli animali che si trovano nei boschi e sottoboschi. E poi c'è da considerare il costo notevole degli interventi per spegnere questi incendi. A Lettomanoppello è stato necessario far entrare in azione ben quattro Canadair. Solo un'ora di volo di uno di questi mezzi può costare 12 mila euro. Anche ieri, vista la situazione critica, n'è stato richiesto uno. Ma a parte la spesa, si mettono a rischio le abitazioni. Si danneggiano cose e strade, puntualmente da risistemare. Una vera piaga». Ieri notte, i vigili sono stati impegnati a spegnere anche un secondo rogo, ad Alanno, in contrada Oratorio. Un’altra zona, questa, dove nel recente passato sono divampati incendi sospetti.
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