Parco della Majella: progetto per salvare la trota mediterranea

8 Ottobre 2019

Caramanico, l’ente capofila di un’azione per il recupero e la conservazione della Salmo Cettii, specie vulnerabile

CARAMANICO TERME. Salvare la trota mediterranea dal rischio di estinzione. Si è svolto nella sede del Parco nazionale della Majella il primo meeting per l’avvio del progetto “Life Streams - Salmo Cettii Recovery Actions in Mediterranean Streams”, che vede il Parco abruzzese nel ruolo di ente capofila. L'obiettivo principale del progetto è il recupero e la conservazione della trota mediterranea (Salmo Cettii o Salmo macrostigma), specie inserita in allegato II della Direttiva Habitat 92/43/Cee, ed endemica dell'area mediterranea. La trota mediterranea è classificata come specie vulnerabile in Europa e il suo stato di conservazione è considerato "cattivo e sfavorevole" in Italia. In particolare, attraverso una serie di azioni coordinate, sarà sviluppata una strategia per migliorare lo stato di conservazione di Salmo Cettii nelle aree di progetto e non solo. Infatti diverse azioni verranno replicate nelle cosiddette aree di trasferibilità poste fuori dai territori dei partner.
Un progetto lungo quattro anni e molto ambizioso, che mira al miglioramento dello stato di salute delle popolazioni di trota mediterranea attraverso l'eliminazione di fonti di inquinamento genetico, la pesca selettiva su “trote aliene”, l’allevamento e il ripopolamento con trote del ceppo autoctono.
Mediante l’applicazione di un sistema integrato di monitoraggio e di miglioramento della qualità dell'habitat fluviale, basato sul rispetto del deflusso minimo vitale e sulla deframmentazione della continuità idrica dei corsi d’acqua (in accordo con la “direttiva quadro sulle acque”), saranno migliorate le condizioni ambientali dei nostri fiumi.
Il direttore del Parco nazionale della Majella, Luciano Di Martino, sottolinea anche il risvolto sociale di coinvolgimento delle comunità locali, poiché «molte delle azioni verranno pianificate e svolte in collaborazione con le associazioni di pescatori al fine di rafforzare la consapevolezza dell’importanza di un ecosistema fluviale integro e funzionale». Partner territoriali del progetto sono l’Agenzia Forestale Regionale per lo Sviluppo del Territorio e dell’Ambiente della Sardegna, l'ente Parco di Montemarcello-Magra-Vara, quelli Nazionali delle Foreste Casentinesi, di Monte Falterona e Campigna, dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale del Pollino. Il supporto scientifico sarà garantito dall’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale e dal Dipartimento di Chimica biologia e biotecnologie dell’Università degli studi di Perugia, mentre Legambiente onlus si occuperà di comunicazione e divulgazione del progetto Life Streams. La gestione del progetto sarà appannaggio della società Noesis.