Parla De Martinis: Cordoma deve avere la memoria corta

21 Dicembre 2017

L’amministrazione contrattacca per voce del vicesindaco sulla adozione della variante al Pp1 nella zona del “curvone”

MONTESILVANO. Atto conforme al Prg, che scaturisce da un lungo iter risalente al 1997. L’ex sindaco, Pasquale Cordoma, ha la memoria corta. Sono i passaggi salienti di una replica dell’amministrazione comunale ai gruppi di minoranza contrari a una delibera, adottata nei giorni scorsi, che attribuisce al costruttore D’Andrea volumetrie nella zona pregiata del “curvone”, sulla riviera di Montesilvano, per realizzare nuovi palazzi vista mare.
A firmare la nota di Palazzo Baldoni non è il sindaco Francesco Maragno, che al voto di quella delibera non ha partecipato. A scrivere non è neppure l’assessore all’Urbanistica, Manola Musa, rappresentante del gruppo #montesilvano2019, ala destra della maggioranza a sua volta contraria, che non ha partecipato alla votazione in giunta per protesta. A prendersi in carico la responsabilità delle scelte dell’amministrazione è il vicesindaco, Ottavio De Martinis, che per spiegare la posizione dell’esecutivo Maragno riparte dagli atti adottati venti anni fa. «Con la delibera 281», scrive, «abbiamo concluso il procedimento di variante al Pp1, aperto con le delibere di giunta del 2008 e del 2010. Tutto comincia nel 1997, con l’approvazione del piano particolareggiato e con una primissima variante, già nel 1998. Gli atti di allora definivano i lotti nei quali veniva suddivisa l’area, stabilendo i volumi e gli importi relativi delle opere che potevano essere calate sui lotti stessi».
Esaurite tutte le tappe del provvedimento, De Martinis re annota che è stata la giunta del sindaco Cordoma ad approvare la variante parziale, «finalizzata al trasferimento di cubatura, dalla zona del curvone, al comparto unificato, cioè il quadrilatero compreso tra corso Strasburgo, via Lussemburgo, via Inghilterra e viale Portogallo, per circa 9mila metri cubi». De Martinis sostiene che lo stesso esecutivo Cordoma diede l’indirizzo «di prevedere lo scomputo degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, relativamente all’esecuzione di opere di urbanizzazione, per un importo di circa 384mila euro. Nel 2010, la stessa giunta Cordoma licenzia l’atto con cui decide di trasferire volumetrie per 7.028 metri cubi, senza tuttavia precisare dove scaricarle». Da allora a oggi», prosegue il vicesindaco, «le amministrazioni che si sono succedute non hanno fatto chiarezza su tale aspetto. È evidente», aggiunge, «che le volumetrie della zona sono state stabilite in passato, e risulta fuori luogo ogni polemica strumentale su impegni vincolanti presi dalle precedenti amministrazioni. La delibera, inoltre, aumenta le aree di cessione, ottimizza la viabilità, conferisce un ruolo strategico a corso Strasburgo, migliora la circolazione carrabile di via Moro nel tratto del curvone che potrà essere adibito a Ztl e prevede la realizzazione di un’isola ecologica necessaria alla implementazione del servizio di raccolta porta a porta». L’atto, per l’esecutivo Maragno, individua possibili percorsi ciclopedonali, in tutto il Pp1, potenziando la mobilità sostenibile già incrementata dal progetto Bike to coast. Infine, è stato anche condotto uno studio delle aree parcheggio di tutta la zona. «Pasquale Cordoma» chiosa De Martinis, «ha la memoria corta o finge di non ricordare gli atti licenziati dalla sua stessa giunta. Oggi invece, l’ex sindaco che tutti ricordano per i continui cambi di casacca, rinnega quanto fatto pur di ottenere 5 minuti di visibilità. Gli atti deliberati dalla giunta Cordoma, in relazione al Pp1, hanno gettato nel più totale caos un’intera area. L’ex sindaco, con assoluta improvvisazione, ha persino dato mandato a un professionista di realizzare il progetto per la realizzazione di un’opera pubblica, il Teatro del Mare, che non trovava assoluto riscontro sul piano particolareggiato dell’epoca». (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.