Parroco trasferito, in 300 scrivono al Papa

Montesilvano Colle. Mobilitazione dei parrocchiani di San Michele Arcangelo per don Luciano Volpe
MONTESILVANO. Il sacerdote della parrocchia San Michele Arcangelo di Montesilvano Colle a settembre sarà trasferito e 300 suoi parrocchiani scrivono a papa Francesco e al vescovo Tommaso Valentinetti per chiedere che ciò non avvenga. È una comunità in fermento quella del borgo storico di Montesilvano dove, nelle ultime settimane, una notizia ha sconvolto la tranquillità dei fedeli: alla fine dell’estate don Luciano Volpe lascerà la chiesa sul belvedere di Montesilvano Colle per diventare cappellano in una clinica e per prestare servizio come collaboratore nella parrocchia di San Giovanni Apostolo. Al suo posto arriverà don Paolo Curioni, attuale sacerdote della parrocchia di via Sele. Un avvicendamento che, nulla togliendo al successore, non è stata accolta di buon grado dalla maggior parte dei fedeli della parrocchia.
«Don Luciano è arrivato da noi meno di quattro anni fa», spiegano, «e in poco tempo, grazie alla sua presenza costante e alla capacità di ascolto e accoglienza, è riuscito a ricreare una comunità parrocchiale molto forte, animando i gruppi di preghiera e facendo riavvicinare anche chi si era allontanato dalla Chiesa». I fedeli, che rappresentati da una piccola delegazione nei giorni scorsi hanno incontrato anche il vicario del vescovo don Francesco Santuccione, per esprimere le proprie perplessità mostrano foto della loro vita in parrocchia con il sacerdote, protagonista di gruppi e attività di solidarietà verso i bisognosi, e con il quale avevano già in programma progetti attualmente messi in pausa.
«Volevamo dar vita a un servizio per intrattenere i bambini più piccoli durante la Messa, a un doposcuola per quelli che hanno fatto la prima comunione», rivelano, «e a un laboratorio manuale per realizzare articoli da vendere per sostenere la parrocchia e le famiglie in difficoltà, ma ora abbiamo perso entusiasmo». Per scongiurare il trasferimento di don Luciano, i parrocchiani hanno lanciato anche un appello a papa Francesco e al vescovo Valentinetti, che è stato sottoscritto da trecento montesilvanesi che si dichiarano sconcertati e addolorati. «Possiamo serenamente e obiettivamente rappresentarvi che don Luciano, nell’arco del suo mandato, ha assolto e continua ad assolvere positivamente tutte le funzioni del suo ruolo», scrivono. Per tale motivo», proseguono, «riteniamo doveroso manifestarvi il nostro desiderio che don Luciano possa continuare a svolgere la sua apprezzata missione. La certezza che don Luciano sia un parroco onesto e solerte ci sprona a salvaguardare il suo operato e la sua permanenza e a percorrere, dunque, ogni strada che potrà essere utile al fine».(a.l.)
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