Parruti ai giovani: il vaccino salva

La lezione dell’infettivologo agli studenti di Sulmona: «I no vax rischiano di creare disuguaglianze»
«I giovani hanno difese immunitarie maggiori contro il Covid e la loro immunizzazione dopo il vaccino è molto forte. Per questo dobbiamo puntare su di loro per bloccare la circolazione del virus».
Parola di Giustino Parruti, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara, che ha tenuto una lezione ai ragazzi della scuola superiore Ovidio di Sulmona, insieme alla dottoressa Donatella Di Loreto. Confrontando la pandemia attuale con altri casi del passato, in cui la vaccinazione di massa ha dato i suoi frutti, Parruti ha affrontato tutti i temi caldi del momento: dalla terza dose all’immunità di gregge. Sfatando anche i miti sugli effetti collaterali dei vaccini e culminando la sua spiegazione in una frase chiave: «I vaccini ci salvano la vita».
L’IMMUNITÀ DI GREGGE. L’obiettivo della campagna di vaccinazione anti Covid è uno solo: l’immunità di gregge: «Si può raggiungere solo con una percentuale di vaccinati vicina al 100 per cento», dice Parruti, «fino ad ora abbiamo immunizzato contro il Covid circa metà della popolazione mondiale. Ma se non puntiamo ad una copertura totale il virus resterà sempre con noi». E in tal senso non mancano gli esempi dal passato.
L’ESEMPIO DELLA ROSOLIA. «Il più eloquente è quello della rosolia: «In Canada hanno studiato l’evoluzione dell’incidenza della rosolia congenita», prosegue Parruti, «e si è visto che, dopo l’introduzione per legge della seconda dose, è praticamente scomparsa la rosolia congenita nel loro Paese. È riapparsa nei primi anni Duemila: quando una comunità amish aveva rifiutato la vaccinazione e ha ricreato un focolaio».
MODERNA E I GIOVANI. Secondo Parruti, i vaccini a Rna possono essere considerati il punto più avanzato del progresso scientifico in questo campo: «Ci danno la massima esposizione a ciò che serve per immunizzarci e con il minimo danno». Parruti ha preso in considerazione il caso di Moderna per dimostrarne la grande efficacia nei giovani e non solo. Uno degli ultimi studi, che ha coinvolto 30mila persone, ha dato risultati clamorosi. I soggetti sono stati divisi in due gruppi: 15 mila vaccinati e 15 mila a cui è stato iniettato un placebo. I gruppi avevano composizione identica (per fasce d’ età e numero di immunodepressi). «Dopo 14 giorni dalla seconda dose, inizia una protezione che nei vaccinati limita la circolazione e l’infezione del virus (fino al 70%) e la mortalità (fino al 100%). La potenza della vaccinazione a Rna è massima nei giovani (dunque anche con Pfizer, ndr). «La risposta immunitaria dopo le due dosi è molto forte: la probabilità che si infettino o che siano infettivi dopo aver preso il Covid è bassissima. Più il sistema immunitario è giovane, tanto più sarà protetto».
LA TERZA DOSE. Parruti chiarisce anche alcuni aspetti sulla terza dose: «Gli ultimi studi ci dicono che la terza dose porta benefici agli ultra 70enni e agli immunodepressi. In generale, però, abbiamo scoperto che dopo 9 mesi l’immunità del vaccino non svanisce. I dati ci dicono che dopo 12 mesi la protezione regge ancora».
GLI EFFETTI COLLATERALI. Ma non è tutto, perché Parruti, numeri alla mano, sfata anche le false credenze sugli effetti collaterali. Uno degli ultimi studi, che ha preso in considerazione 15mila vaccinati e 15mila individui a cui è stato somministrato un placebo, ha evidenziato che «gonfiore e dolore sul braccio sono effetti comune», dice Parruti, «ma tutti gli altri sintomi collaterali (fatica, dolori muscolari) sono presenti anche nei soggetti non vaccinati che hanno ricevuto una puntura falsa (placebo). I sintomi, dunque, dipendono da meccanismi non strettamente connessi con la vaccinazione. Il vaccino ad Rna è molto efficace e lo è soprattutto nei più giovani, prevenendo le manifestazioni del long Covid, a differenza di quanto riferiscono fonti di disinformazione».
LA VARIANTE DELTA. C’è spazio anche per affrontare il tema della contagiosa variante Delta, che ormai in Abruzzo riguarda quasi il 100 per cento dei nuovi casi: «La Delta ha sviluppato una contagiosità maggiore rispetto al ceppo originale. Ma nonostante questo, l’efficacia del vaccino è uguale. Nei vaccinati con due dosi la forma di Covid che si può contrarre è lieve. Ed è stata identificata anche la proteina per produrre anticorpi universali. Tra un anno potremo avere un vaccino universale che trasformerà il Covid in un banale raffreddore».
I NO VAX. In conclusione, Parruti si sofferma su un tema cruciale, rispondendo alla domanda di un giovane studente sui genitori no vax che ostacolano la vaccinazione dei ragazzi: «Abbiamo dati forti per convincere tutti. Ma se qualcuno è ideologicamente contrario al vaccino diventa un problema. L’offerta vaccinale aumenterà e sarà sempre di migliore qualità. Restare fuori da questo flusso di protezione (come fanno i no vax), rischia di riprodurre un mondo a due velocità, con più disuguaglianze. Stiamo costruendo un mondo migliore con i vaccini, ma dobbiamo crederci tutti».

