Parruti avverte: il virus c’è ancora Restate distanti e con le mascherine

10 Maggio 2020

L’appello lanciato dall’esperto nella prima vera domenica di “libertà” ma anche ad alto rischio di nuovi contagi L’allarme scatta dopo che migliaia di persone hanno invaso riviera e piazze: ecco le immagini scattate ieri

PESCARA. «O ci difendiamo con le mascherine oppure non ce la faremo mai e il contagio riprenderà sicuramente. Ci vuole la massima prudenza perché il numero di portatori asintomatici è ancora elevato. L’unica difesa che abbiamo è l’uso della mascherina ovunque: solo così possiamo superare questa situazione nel giro di qualche mese». L’appello di Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara e componente della task force della Regione sull’emergenza coronavirus, arriva nella prima domenica della fase 2. La prima vera domenica di “libertà”, ma anche ad alto rischio contagio. L’allarme scatta dopo che migliaia di persone (anche ieri) hanno invaso piazze e riviere. In particolare quella di Pescara, dove si vedono ancora in molti senza mascherina. «Non possiamo fare come ai Navigli di Milano», avverte Parruti, «dove metà delle persone passeggiava senza mascherina. Per relazionarci con gli altri, dobbiamo usare i dispositivi di protezione e rispettare le distanze».
LE RACCOMANDAZIONI. I sindaci della costa abruzzese si sono appellati al senso di responsabilità dei cittadini. Anche Parruti raccomanda di non abbassare la guardia e di usare i dispositivi di protezione perché basta poco per la ripresa del contagio dal momento che ci sono ancora tanti portatori asintomatici in circolazione. «C’è bisogno di riprendere le nostre attività», spiega l’infettivologo, «ma non possiamo abbassare la guardia sul distanziamento sociale e questo passa esclusivamente sull’igiene frequente delle mani e, soprattutto, sull’uso della mascherina».
Già il 1° maggio si sono viste migliaia di persone riversarsi sul lungomare (non tutte con la mascherine) e Parruti disse che i cittadini non erano ancora preparati. «Il 1° maggio si è creato un equivoco», chiarisce l’esperto, «fine dell’isolamento non vuol dire fine del distanziamento. Riprendere i nostri spazi non significa che l’allarme è finito. Fine dell’isolamento vuol dire che il sacrificio di stare chiusi dentro casa è finito. La fine del distanziamento, invece, non la possiamo nemmeno pensare per ora. Andranno mantenute le distanze almeno per un altro mese».
L’USO DELLA MASCHERINA. Mascherine e distanze, dunque, sono indispensabili anche per chi va a passeggio sul lungomare. «Abbiamo l’obbligo di indossare la mascherina tutte le volte che abbiamo relazioni con persone che non conosciamo o che non abbiamo frequentato fisicamente lungo la fase dell’isolamento», spiega Parruti. «Se ci relazioniamo con gli altri senza mascherina, corriamo il rischio di incrociare i portatori asintomatici. Se si passeggia sul lungomare, ad esempio, si deve indossare la mascherina se vogliamo fermarci a parlare in sicurezza con una persona, altrimenti non c’è nessuna garanzia che il nostro interlocutore stia al sicuro».
Una raccomandazione anche per chi va a correre. «Chi vuole correre senza mascherina, deve farlo in un luogo sicuro e lontano da altri. Ci sono ancora tanti asintomatici in giro, quindi ci vuole massima attenzione soprattutto in queste prime domeniche dove siamo ancora vicini dalla fine dell’isolamento e parecchi portatori asintomatici, soprattutto nell’area vestina, non hanno smaltito la loro carica».
QUALI SONO I RISCHI. Nell’ultimo Dpcm del governo, quello del 26 aprile, compare un diagramma scientifico nell’allegato 10 che detta i principi da seguire per il monitoraggio del rischio sanitario, nei passaggi dalla fase 1 a quella 2 (con due differenti modalità, la fase 2A e la 2B) e verso una eventuale fase 3. Quest’ultima garantita solo con «un accesso diffuso al trattamento sanitario o a un vaccino sicuro ed efficace».
Se il trend dei contagi non fosse stabile o in diminuzione o si presentasse in risalita, si potrebbe tornare alla fase 1, se non addirittura al punto di partenza, ovvero alla chiusura totale. «Se abbassiamo stupidamente l’attenzione in questa fase», dice Parruti, «la ripresa del contagio è immediata perché, come detto, ci sono ancora tanti portatori asintomatici. In settimana abbiamo già avuto un caso di un giovane che si è infettato facendo una festa insieme ai suoi amici senza nessun presidio di protezione. Se ci sarà una ripresa del contagio, saremo di nuovo punto e a capo anche se saremo in una condizione diversa. Il fatto che eventuali nuovi casi potrebbero essere rapidamente riconosciuti e gestiti, però, non è una ragione per abbassare la guardia».
GLI SPOSTAMENTI. Sono consentiti gli spostamenti da un comune all’altro solo per praticare attività sportiva, raggiungere le seconde case (senza pernottamento), visitare i congiunti e per motivi strettamente necessari (di salute o lavoro). Si può raggiungere un altro comune anche per fare manutenzione di barche da diporto, camper, roulette e aerei. La caccia e la raccolta di funghi è consentita, invece, solo in ambito provinciale.
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