Parruti: continuate a vaccinarvi e scongiuriamo il blocco a Natale

Ieri 5 pazienti in Terapia intensiva e 14 in reparto, hanno tra i 50 e 67 anni e non sono immunizzati L’85% dei pescaresi ha avuto le sue dosi. E l’infettivologo annuncia: a gennaio la pasticca antivirale
PESCARA. Cinque pazienti, tra i 50 e i 67 anni, ricoverati in Terapia intensiva al Covid hospital. Sono del Pescarese, hanno contratto la variante Delta e non sono vaccinati. In reparto, invece, i malati sono 14 più 2 in attesa di ricovero al pronto soccorso. Tra oggi e domani sono previste 4 dimissioni. Questa la situazione, ieri pomeriggio, nel dipartimento Infettivi dell’ospedale di Pescara.
«Grazie alle vaccinazioni, siamo ormai giunti a superare l’85% di copertura in città», dunque è sotto controllo la pressione sulla Rianimazione, «registriamo solo un leggero incremento di accessi, però, al momento, l’ospedale non è in affanno» afferma l’infettivologo Giustino Parruti, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale e responsabile del Covid hospital di via Paolini, che annuncia una serie di novità. A cominciare dalle nuove terapie, monoclonali e pasticche, in arrivo alla Asl di Pescara tra oggi e gennaio, che rappresentano una speranza, soprattutto per i pazienti.
Il professor Parruti spiega, inoltre, il grado di contagiosità della variante Omicron al momento assente dalla regione Abruzzo. Ma rivela che sono «tantissimi» i bambini contagiati al di sotto dei 12 anni. I buoni comportamenti da adottare in vista delle festività natalizie, con il rispetto dei protocolli di sicurezza, serviranno a «scongiurare la paralisi» è l’analisi del responsabile del Covid hospital di Pescara.
NUOVO MONOCLONALE. Da oggi nel reparto Infettivi dell’ospedale si farà uso del nuovo anticorpo monoclonale Sotrovimab (Glaxo) neutralizzante contro la proteina spike di Sars-CoV-2. A differenza degli altri monoclonali, di cui è stato fatto un larghissimo uso dall’inizio dell’emergenza pandemica per contrastare il virus, questo composto «è più potente e non è usato in combinazione». Il preparato, una monodose di 500 milligrammi, è somministrato per infusione. Mentre, a gennaio 2022, è previsto l’arrivo all’ospedale di Pescara del Molnupiravir, la compressa antivirale da 500 milligrammi in grado di contrastare la virulenza ai primi sintomi di insorgenza del coronavirus. Entro i primi 5-7 giorni dalla scoperta della positività, il farmaco è in grado di fornire un’alta garanzia di contrasto. Si tratta di «un’altra arma importantissima, commenta l’infettivologo, di cui si doterà la Asl di Pescara e l’ospedale Covid per combattere l’attuale nemico numero 1, il Covid.
DA DELTA A OMICRON. Se la variante Delta continua a mietere vittime, o far lievitare il numero dei pazienti nelle Rianimazioni, la variante sudafricana Omicron fa ancora più paura per la sua capacità di rapida riproduzione. Dopo la diffusione in Africa, Gran Bretagna, Germania e Belgio, alcuni casi sospetti in Italia, di cui un paziente zero in Campania appena rientrato dal Mozambico. Spiega, il professor Parruti che «Omicron ha una fortissima concentrazione di mutazione che potrebbe associarsi ad una maggiore contagiosità» e possibilità di eludere il vaccino, «ma non è un dato comprovato».
VACCINAZIONI. In ogni caso, «tra le vaccinazioni che in provincia hanno raggiunto il 90% di copertura e l’85% a Pescara, le nuove terapie in arrivo, siamo preparati per affrontare anche una emergenza più importante». Che al momento sembra scongiurata, malgrado i contagi in aumento. Anche se ieri c’è stato un lieve calo, 39 in provincia, contro i 48 di sabato scorso. Parruti: «Se continuiamo a rispettare i protocolli di sicurezza, se cerchiamo di evitare situazioni a rischio come i momenti di socialità al chiuso, possiamo mantenere la situazione sotto controllo e scongiurare la paralisi a Natale».

