Parruti: il vaccino? Sarà pronto a febbraio

17 Settembre 2020

L’infettivologo è ottimista ma aggiunge: purtroppo assisto a due, tre ricoveri al giorno per polmonite

PESCARA. «È molto probabile che da qui al mese di febbraio qualcosa di efficace arrivi. Ci sono sei vaccini in fase tre: basta che i primi due raggiungano valutazioni di sicurezza tali da permetterci di non rischiare e la vaccinazione può cominciare».
Lo afferma il primario delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, il quale sottolinea che i dati delle ultime settimane «devono essere letti come un monito affinché si tenga presente che gli asintomatici ci sono, per cui se giriamo con la mascherina e ci laviamo frequentemente le mani non corriamo rischi». Intervistato da Rete 8, ai microfoni del giornalista Enrico Giancarli, l'esperto sottolinea che non mancano gli aspetti positivi: «La disponibilità di farmaci di ultima generazione», dice, «sta rendendo molto più improbabile un decorso sfavorevole degli assistiti. Abbiamo trattato in rianimazione quasi solo pazienti che sono arrivati con una insufficienza respiratoria critica, cioè da intubare, ma quando abbiamo ricoverato per tempo non ci sono state progressioni importanti della patologia». Ciò che preoccupa, invece, secondo l'infettivologo, è che «purtroppo, come temevamo, dopo la circolazione tra casi asintomatici soprattutto di età giovanile cominciano a emergere casi di polmonite in persone che non sono uscite dalla regione, ma che hanno avuto contatti con i vacanzieri e con coloro che sono stati i tramiti della reimportazione del virus. Sono 5 o 6 giorni», affermai, «che uno, due o tre ricoveri al giorno con polmoniti interstiziali importanti stanno arrivando. Questo», osserva, «vuol dire che quella circolazione che avevamo in ogni modo provato a scongiurare con i continui richiami all'uso della mascherina in parte è ricominciata. Questa storia finisce tanto prima», prosegue l'esperto, «quanto prima in massa riusciamo ad aderire alle misure per evitare la circolazione del virus».
Parruti ricorda che «le situazioni più a rischio sono quelle che favoriscono lo scambio di secrezioni respiratorie e la saliva»: baciare o abbracciare una persona asintomatica può portare al contagio. «Con la mascherina», conclude, «blocco naso e bocca e garantisco la mia sicurezza». (l.d.)