Parruti: la variante Delta può diventare pericolosa

29 Giugno 2021

L’infettivologo avverte: «Solo la doppia dose di vaccino garantisce protezione C’è il rischio concreto che il virus riprenda a circolare, usate la mascherina»  

«Al di là del fatto che non sia più obbligatoria all'aperto, bisogna continuare ad usare la mascherina con un atteggiamento prudente, soprattutto nei contesti in cui non è possibile mantenere le distanze e in cui ci sono assembramenti. La variante Delta ha cambiato le carte in tavola e c'è il rischio che il virus riprenda a circolare in modo importante. Il passaggio in zona gialla o eventuali zone rosse localizzate in piena estate sarebbero un danno enorme dal punto di vista economico. Sono molto preoccupato. Bisogna comportarsi in modo intelligente». Mentre i dati dell'emergenza in Abruzzo sono sempre più favorevoli, l'infettivologo Giustino Parruti, con la variante Delta che inizia a diffondersi anche in Italia, rilancia l'appello alla prudenza.
La variante Delta (prima chiamata "indiana"), che in Gran Bretagna ha generato una nuova impennata di contagi e ha fatto slittare di un mese la tanto attesa riapertura totale, è più contagiosa e più aggressiva dei ceppi precedenti del virus. Sembra ormai acclarato che solo due dosi di vaccino siano efficaci contro la mutazione individuata per la prima volta in India. Una sola dose copre in modo assolutamente parziale. Bisogna quindi aspettare la tanto attesa immunità di gregge. Fino ad allora solo i comportamenti adeguati possono consentire di evitare un eventuale contagio.
«Con la variante Delta», dice Parruti, direttore delle Malattie infettive di Pescara, «solo un ciclo vaccinale completo garantisce la protezione. In Abruzzo al momento ha effettuato due dosi il 50-60% della popolazione. Vuol dire che c'è almeno il 40% non coperto. Con sessanta giorni di lavoro intenso, dovremmo raggiungere l'80% di copertura per fine agosto. Ma nei prossimi due mesi dobbiamo difenderci bene». Notevoli, secondo l'esperto, i rischi derivanti dalla variante. «Se non ci difendiamo», osserva l'infettivologo, «può iniziare una rapida ed importante circolazione del virus. Siamo ad un soffio dal traguardo, ma c'è un ultimo passo che dobbiamo fare se vogliamo stare tranquilli. C'è bisogno di una intelligente capacità di godersi questo momento di bonaccia. Mi spaventano le adunanze incontrollate. Dobbiamo capire una cosa: ora si può fare tutto, ma tutto va fatto con intelligenza e prudenza. Al di là degli aspetti legali, se ci sono assembramenti e se non si possono rispettare le distanze interpersonali è bene continuare ad indossare la mascherina».
Secondo l'esperto siamo di fronte ad un nemico da non sottovalutare. «Questa variante», dice Parruti, «è considerata più infettiva della variante inglese, quella che da noi ha provocato la terza ondata e si è mostrata incontenibile».
«Ecco», sottolinea l'esperto, «la Delta è ancora peggio. Occorre un'alta soglia di copertura vaccinale: dobbiamo essere contenti che i vaccini funzionino, ma dobbiamo anche avere il tempo di arrivare a tutti. I prossimi 60-90 giorni saranno un momento di relax per tutti e va bene, ma non possiamo dare per sconfitto questo virus. Il distanziamento e le mascherine rimangono estremamente importanti». L'infettivologo cita poi gli esempi del Regno Unito e di Israele: nel primo caso la variante Delta, responsabile del 95% dei nuovi casi, ha provocato una nuova impennata, con un picco, ieri, di quasi 23mila contagi in 24 ore; nel secondo, considerato il Paese più vaccinato al mondo, ha provocato un nuovo aumento dei casi, spingendo le autorità a reintrodurre l'obbligo di mascherina, decaduto solo poco tempo fa. «È vero che in termini di ricoveri e decessi, grazie ai vaccini», sottolinea Parruti, «i numeri sarebbero più bassi, ma il rischio di una circolazione importante del virus è concreto. Non dimentichiamo che l'impianto normativo delle zone di rischio a colori resta in vigore. Se in piena estate dovessimo passare anche solo in zona gialla o se dovessero essere istituite zone rosse localizzate, con tutto ciò che esse comportano, ci troveremmo di fronte a nuove restrizioni e i danni economici sarebbero enormi. In questo momento», conclude l'esperto, «serve più che mai un comportamento maturo e non impulsivo». (lor.do.)
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