Parruti: «Misure efficaci aspettiamo miglioramenti»

L’infettivologo: «Presto la discesa della curva». Venti ricoveri e 570 casi
PESCARA. «L’Abruzzo ha raggiunto il plateau dei contagi». Così l’infettivologo Giustino Parruti definisce l’attuale situazione abruzzese. I dati alti ma stabili degli ultimi giorni fotografano sostanzialmente un «pianoro», che sta a rappresentare la cima della curva del contagio dopo l’impennata iniziale e prima di iniziare la discesa. Fondamentali per frenare l’impennata sono state le misure restrittive e ancora più importante, affinché vi sia la discesa, è continuare a rispettarle. Nonostante i primi segnali di miglioramento, infatti, la situazione resta critica: i nuovi casi sono 570, dato in linea con quelli dei giorni scorsi. Ben 20 i decessi, mentre tornano a crescere in modo significativo i ricoveri.
ANCORA MORTI. Con gli ultimi dati, il bilancio complessivo delle vittime sale a 851. Sono 130 i decessi considerando solo gli ultimi sette giorni; salgono addirittura a 301 se si considera il periodo dal primo novembre a ieri. I 20 decessi segnalati nell’ultimo bollettino della Regione – 12 dei quali avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl – riguardano persone di età compresa tra 53 e 97 anni: 13 in provincia dell’Aquila, uno in provincia di Pescara e sei in provincia di Teramo. Le ultime persone morte a causa dei problemi legati al Covid19 sono un 81enne di Rocca di Mezzo, una 82enne dell’Aquila, un 82enne di Avezzano, una 86enne dell’Aquila, un 87enne di Sulmona, una 88enne di Bussi sul Tirino, un 89enne di Giulianova e una 95enne di Silvi. Fuori dal bollettino di ieri altre cinque vittime nell’Aquilano. Da evidenziare la morte a distanza di 48 ore l’uno dall’altro di due coniugi di Paganica, lei 80enne e lui 82enne.
NUOVI CASI. Il dato relativo ai 570 contagi accertati con i test più recenti è in linea con la media dell’ultima settimana di circa 590 casi al giorno. I nuovi casi sono emersi dall’analisi di 4.995 tamponi: è risultato positivo l’11,41% dei campioni. I nuovi positivi hanno età compresa tra 1 e 98 anni. Quelli con meno di 19 anni sono 78: 19 in provincia dell’Aquila, 20 in provincia di Pescara, 22 in provincia di Chieti, 17 in provincia di Teramo. Il totale regionale dei pazienti affetti da Covid-19 dall’inizio dell’emergenza sale a 26.015.
LA MAPPA. Dopo alcuni giorni con dati più bassi rispetto alle ultime settimane, torna ad essere L’Aquila la località abruzzese con più nuovi casi: sono 70 i contagi recenti. Subito dopo c’è Pescara, con 53 nuovi casi. Seguono Teramo (41) e Montesilvano (24). Tra i comuni con più di dieci contagi ci sono anche Avezzano (17), San Salvo (16), Spoltore (15), San Giovanni Teatino (13) e Vasto (10). A livello territoriale, in testa, per nuovi casi del giorno, c’è la provincia di Pescara: 178 i contagi recenti, che fanno salire il totale a 5.286. Al secondo posto c’è l’Aquilano, con 141 contagi recenti e 8.375 complessivi. Poi ci sono il Chietino (+125, 5.026) e il Teramano (+120, 6.899).
AUMENTANO I RICOVERI. Continua a salire il numero degli attualmente positivi al virus. Sono 302 in più e arrivano a quota 17.334. Dopo il lieve calo e la successiva stabilizzazione degli ultimi giorni, torna ad aumentare il dato sui ricoveri: le persone ospedalizzate sono 768, 20 in più di mercoledì. Del totale, 694 pazienti (+18) sono ricoverati in terapia non intensiva e 74 (+2) sono in rianimazione. Al momento, sui 169 posti di terapia intensiva disponibili – senza considerare i 29 presenti tra l’Ematologia di Pescara e le cliniche private convenzionate, pure a disposizione in caso di assoluta emergenza – è occupato il 43,79% delle unità, a fronte di una soglia di allarme pari al 30%. Tutti gli altri malati, 16.566 persone (+282), sono in isolamento domiciliare.
PARLA L’ESPERTO. «C’è da attendersi una coda di infezioni, legate soprattutto all’assistenza delle persone già malate. C’è la possibilità che vi sia un ritardo della curva di discesa», osserva l’infettivologo Giustino Parruti, membro del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr), «l’Abruzzo ha raggiunto il plateau dei contagi». Ricordando che, contrariamente alle linee guida internazionali, si è scelto di non chiudere totalmente le scuole, Parruti definisce quelle al momento in vigore in Abruzzo come «misure ragionevolmente bilanciate». Per vederne i risultati bisogna attendere ancora, ma i primi effetti già ci sono: «A Pescara, ad esempio», dice, «si sono ridotti gli accessi in pronto soccorso per insufficienza respiratoria. Prima erano 10-12 in 24 ore, negli ultimi giorni sono scesi a quattro, massimo sei».
E A NATALE? L’esperto, invece, non si pronuncia su ciò che accadrà dopo il 3 dicembre, giorno in cui scade l’ordinanza che ha istituito la zona rossa, e in vista delle festività natalizie. Per vedere tutti gli effetti delle misure in atto e per capire come muoversi nelle prossime settimane «bisogna attendere ancora alcuni giorni, dobbiamo vedere se ci sono segnali solidi di spegnimento della circolazione del virus. Ci aspettiamo comunque un ulteriore miglioramento», conclude.
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