Parruti premiato per il suo lavoro

Riconoscimento al professore dagli agenti in pensione della polizia penitenziaria
PESCARA . «Abbiamo bisogno di questa vicinanza perché l'emergenza Covid non è finita, l'impegno è forte e le difficoltà per organizzare una continuità di assistenza sanitaria sono tante». Con queste parole il professor Giustino Parruti, direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara, ha ringraziato gli agenti della polizia penitenziaria in pensione dell'associazione “Emilio Alessandrini”, guidata da Valentino Di Bartolomeo, che gli hanno donato una pergamena, la tessera di socio onorario e una cravatta con i simboli del comitato pescarese, come gesto di ringraziamento per il lavoro svolto insieme ai colleghi e al personale ospedaliero nell'azione di contrasto al coronavirus. «Con questo riconoscimento», ha detto il presidente Di Bartolomeo, «vogliamo dire grazie agli uomini e le donne del mondo ospedaliero che si sono spesi con sacrificio e abnegazione per salvare vite umane nella fase più delicata e difficile dell'emergenza sanitaria».
«È un onore ricevere questo riconoscimento», ha commentato Parruti, commosso e grato, «è un gesto di supporto giunto in giorni difficili. Stiamo traghettando l'ospedale verso una migliore qualità e una maggiore ricettività, e non è facile». Quindi il professore ha ringraziato Di Bartolomeo «per questa carezza». Alla cerimonia, svoltasi sabato scorso nel piazzale antistante il carcere di San Donato, hanno preso parte la direttrice della casa circondariale Lucia Di Feliciantonio, il presidente del Tribunale di Sorveglianza Maria Rosaria Parruti, l'assessore comunale Adelchi Sulpizio, il presidente AssoArma Abruzzo, cavalier Tito Di Sante.
Nel corso dell'evento sono state donate le tessere ai nuovi soci del comitato pescarese “Alessandrini”, gli ex poliziotti penitenziari Gabriele Budiani, Valter De Luca, Antonio Gervasio e alla simpatizzante Palma Bucci. Un attestato di merito è stato consegnato a Giancarlo Ragnoli, agente in pensione colpito da una malattia invalidante, che però ha trovato la forza di riscattarsi attraverso le opere di volontariato che lo vedono protagonista a Pineto.

