Parruti: «Primi sintomi: ecco come li curiamo»

27 Marzo 2020

Il direttore di Malattie infettive: il farmaco dell’artrite reumatoide dà risultati

PESCARA. «Il farmaco Tocilizumab sta funzionando. È stato utilizzato su alcuni pazienti e ha dato buoni risultati». A parlare così è stato ieri sera il professor Giustino Parruti direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara, nonché componente della task-force della Regione, ospite della trasmissione televisiva di Rete8 Medicina facile, condotta da Paolo Castignani, dedicata all’emergenza coronavirus.
Il primario specialista, dopo un’intervista con il conduttore, ha risposto in diretta alle domande dei telespettatori. Ma prima di tutto ha dato un segnale di speranza a chi seguiva la trasmissione affermando che l’uso di un farmaco, utilizzato solitamente per l’artrite reumatoide, sta dando dei buoni risultati sui pazienti che hanno mostrato i sintomi da Covid-19. Ecco alcune domande poste ieri dai telespettatori e le risposte di Parruti.
Perché quando si scopre la positività i pazienti stanno a casa con terapia asintomatica o senza e non si comincia subito con una terapia antivirale?
«No, veramente si comincia subito. Noi siamo riusciti ad attivare un servizio di assistenza a domicilio che ci consente di seguire tutti i positivi che sono sul territorio e li stiamo dividendo in due categorie: quelli completamente asintomatici, che se non avessero fatto il tampone non l’avrebbero mai scoperto, per i quali non facciamo nulla; e i pazienti sintomatici, che non hanno una problematica tale da giustificare il ricovero, cioè tosse, malessere, dolori articolari, febbricola. Per questi utilizziamo i due antivirali che sono disponibili e glieli portiamo a casa, cioè idrossiloruchina e a uno dei farmaci anti-hiv».
È possibile fare un test ematico per scoprire se si è stati positivi al coronavirus?
«Speriamo che alla fine dell’anno prossimo possiamo avere un vaccino per poter vaccinare tutti. La speranza nostra è quella di mantenere sotto stretto controllo la circolazione dei virus fino a quando la popolazione mondiale non potrà essere considerata protetta. Questa storia delle singole persone immuni è un’ipotesi molto interessante, cioè quante persone sono diventate protette da questa fase di circolazione dei virus? E quante sono quelle persone che sono alla base di una piramide nascosta di asintomatici?».
Sono allergica ai farmaci e al lattice e assumo anticoagulanti. Se dovessi ammalarmi con il Covid-19, i tubi per la respirazione potrebbero fare allergia?
«Sebbene l’utilizzo della terapia cortisonica non sia raccomandato nelle fasi precoci della malattia, perché può favorire un aumento della replica e della resistenza del virus, nelle forme infiammatorie non controllate e tra queste potremmo includere anche delle manifestazioni di allergia, tutto sommato non avremmo particolari controindicazioni a fare uso di cortisone».
Ammettendo l’efficacia del restare a casa, si può affermare che chi presenta sintomi nei primissimi giorni da contagio ha un quadro clinico più critico di chi presenta sintomi più in là nel tempo?
«In realtà non ce l’abbiamo una risposta, perché abbiamo avuto pazienti che, si veda il caso di Codogno con medici e infermieri infettati tutti nel giro di 48 ore. Però, potrebbero esserci delle dinamiche della malattia molto più complesse. Ci sono persone che hanno mostrato un peggioramento importante dopo 10-15 giorni».
Ma questo virus è come l’influenza?
«Dovunque si sia manifestata questa malattia il tasso di manifestazione clinica e infezione asintomatica si è mantenuto costante. Questo virus ha girato tanto perché è poco più di un’influenza, ma un terzo dei positivi sviluppa sintomi importanti. Quindi questo virus con l’influenza non ha nulla a che fare e complica le cose almeno mille volte in più. Il costo delle operazioni di contenimento è tale che alcuni paesi hanno ritardato ad assumere misure».
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