Parruti: verso il contagio zero ma avanti con tutte le cautele

L’esperto di Malattie infettive sull’andamento: 15 casi nelle ultime ore, è il dato più basso Smaltiti i tamponi arretrati e cala drasticamente il numero di test nei tre laboratori
PESCARA. Si va verso i contagi zero. Perché il virus non è più in circolazione sul territorio abruzzese e i nuovi casi riguardano solo i contatti più stretti e tutti coloro impegnati nell’assistenza delle persone già malate. Ma guai ad abbassare la guardia. L’infettivologo Giustino Parruti, della task force della Regione, analizza così gli ultimi dati. Solo 15 i nuovi casi, il valore più basso dall’inizio dell’emergenza. Sono emersi dall’analisi di 647 tamponi: cala drasticamente il numero di test, segno di come la diffusione del contagio abbia rallentato la sua corsa. Il totale di positivi sale a 2.874.
ECCO I DATI. Dai test eseguiti nel laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale, dall’Istituto zooprofilattico di Teramo e dall’Università di Chieti è risultato positivo il 2,3% dei campioni analizzati; cifra piuttosto bassa, in linea con quelle dei giorni scorsi. Meno di 650 i test eseguiti nelle ultime ore, pari alla metà di quelli fatti domenica e a un terzo di quelli di sabato o venerdì. Il dato si è abbassato non per problemi tecnici legati ai laboratori, ma semplicemente perché sono stati smaltiti gli arretrati ed è calato il numero di test da eseguire, dimostrazione di come la situazione stia migliorando. Numeri analoghi anche per i tamponi attualmente in corso. Nessun nuovo caso nell’Aquilano, dove il totale resta fermo a 242, un nuovo caso alla Asl di Teramo (totale 635), due all’Asl di Chieti (723) e 12 a Pescara (1.274).
AUMENTANO I GUARITI. Continuano ad aumentare i guariti, che sono 545 (+49 rispetto a domenica): 194 pazienti da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid-19 sono diventati asintomatici e attendono i tamponi di controllo, mentre 351 persone sono risultate negative in due test consecutivi. Del totale dei pazienti, 328 sono ricoverati in terapia non intensiva (+4) e 23 in terapia intensiva (-1), mentre gli altri 1.680 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (-40).
LE VITTIME. Si fa sempre più pesante, però, il bilancio delle vittime, che arrivano a quota 299. Quattro i decessi più recenti: un 67enne di Teramo, un 91enne di Pescara, una 88enne di Montesilvano e un 67enne di San Giovanni Teatino. In ogni caso, il dato sulle morti, hanno più volte spiegato gli addetti ai lavori, non va rapportato alla curva del contagio, che è in discesa. I pazienti deceduti hanno contratto il virus anche settimane fa. La riduzione del numero delle vittime sarà uno degli ultimi effetti delle misure di contenimento.
IL FATTORE ZERO. Il direttore dell’Unita operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara, Giustino Parruti, componente del Comitato tecnico scientifico istituito dalla giunta regionale, parla di una «situazione favorevole, in linea con il trend nazionale» e di «tendenza costante», cioè quella di flessione dei contagi registrata negli ultimi giorni. «Non abbiamo casi di provenienza territoriale che ci facciano pensare a un mancato funzionamento dell’isolamento», dice l’esperto, «ma solo ricoveri connessi a infezioni, certe o possibili, correlate all’assistenza a persone già malate. Si tratta di infezioni nella maggior parte dei casi precoci, che riusciamo a gestire bene». L’R con zero, parametro che indica in media quante persone può contagiare un singolo malato, «sul territorio è pari a zero», sottolinea Parruti, «ma se in una struttura sanitaria ci sono dei casi, questi valori alzano la media». Così l’esperto spiega l’attuale situazione abruzzese, aggiungendo che «la gobba dell’epidemia è rappresentata dai casi legati all’assistenza» e dicendosi convinto che «da qui a un mese, dandoci un termine lungo, questo filotto sarà completamente spento».
FASE 2. L’infettivologo parla poi della fase 2, cioè quella della tanto attesa riapertura e della convivenza con il virus: «Non c’è rischio di ricadute se si faranno le cose con metodo. La ripresa del consorzio civile», osserva Parruti, «non è ulteriormente dilazionabile per motivi esistenziali, perché è stato chiesto tanto ai cittadini, ed economici. Poste queste due premesse, l’isolamento sociale non serve più perché ha funzionato, ora servono tutte quelle cautele che ci consentono di intercettare nuovi contagi e che ci permettono di evitarli». In altre parole, mascherine, distanze di sicurezza e comportamenti adeguati da parte di tutti, oltre agli aspetti prettamente sanitari.
TAMPONI. Fondamentale, in questa fase, la capacità diagnostica, una delle poche armi a disposizione contro il virus. La partita, infatti, ora si gioca tutta sulla responsabilità dei singoli e sulla capacità di rintracciare precocemente eventuali contagi. «Dovremo fare tamponi subito e a tappeto al minimo sospetto di circolazione del virus sul territorio», dice ancora l’esperto. Non appena, a giorni, a Pescara sarà ultimata l’installazione del super macchinario in grado di eseguire fino a 2.400 test al giorno, «allora sì che potremo ampliare la platea da sottoporre a tampone», sottolinea. Dall’inizio dell’emergenza, in Abruzzo sono stati eseguiti complessivamente 34.176 test. Argomento che in più occasioni ha generato polemiche visti i ritardi che non sono mancati. «Abbiamo seguito le priorità stabilite a livello nazionale secondo criteri di stretta necessità. Dichiarammo dall’inizio che non c'era spazio per tutti gli asintomatici, ma c’è stato un abuso di richieste proprio sugli asintomatici e questo ha intasato il sistema», spiega Parruti, ricordando, proprio alla luce dei numeri degli ultimi giorni, che, anche grazie ai diversi dispositivi che il direttore del laboratorio di Pescara, Paolo Fazii, è riuscito a ottenere «ci siamo rimessi a pari».
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