Parruti: «Virus in ritirata presto via la mascherina»

L’infettivologo ottimista. In regione solo un ricoverato in terapia intensiva
«La circolazione del virus è davvero bassa e c'è l'assoluta capacità di controllare con estrema facilità quei focolai che pure si creano. Vedo attenzione e rispetto delle regole. Se continuiamo così non è escluso che nel pieno dell'estate si possa togliere la mascherina all'aperto».
Nel giorno in cui in Abruzzo una sola persona resta ricoverata in terapia intensiva per il Covid-19 – si tratta del dato più basso dall'inizio di settembre 2020 ad oggi – l'infettivologo Giustino Parruti analizza l'attuale situazione con un certo ottimismo.
RIANIMAZIONI
Nelle ultime ore i pazienti in rianimazione, che fino a mercoledì erano tre, scendono di due unità, toccando il livello più basso dalla scorsa estate. Un dato lontanissimo dal record di 94, registrato il 13 marzo scorso, nel pieno della terza ondata. Diminuiscono anche i ricoveri in area medica, che passano da 61 a 56. Il tasso di occupazione dei posti letto scende ancora ed arriva all'1% per le terapie intensive e al 4% per l'area medica. Il quadro è talmente favorevole che il Covid Hospital di Pescara si è quasi svuotato: solo otto i pazienti ricoverati e nessuno è in rianimazione. «Il grosso degli spazi di quella struttura», sottolinea Parruti, direttore delle Malattie infettive di Pescara, «viene già usato per pazienti non Covid in un periodo in cui c'è molta richiesta. Sono inoltre molto soddisfatto per la riapertura degli ospedali au visitatori: ora iniziamo a curare anche la malattia da solitudine», dice.
NUOVI CASI
Basso il dato relativo ai nuovi casi, che sono 22 (di età compresa tra 3 e 55 anni). Sono emersi dall'analisi di 2.352 tamponi molecolari: è risultato positivo lo 0,94% dei campioni. Gli attualmente positivi sono 1.302 (-57). In isolamento domiciliare ci sono 1.245 persone (-50). I guariti, invece, sono 70.736 (+78). Si registra un solo decesso recente, una 79enne di Chieti. Il bilancio delle vittime sale a 2.507. La località con più nuovi casi è L'Aquila (4). A livello provinciale, l'incremento più consistente si registra nel Chietino (9), seguito dall'Aquilano (8) e dal Teramano (6). Il Pescarese registra un nuovo azzeramento dei contagi.
LA SITUAZIONE
Il trend, nel complesso, è sempre più favorevole. L'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti – il parametro principale per la classificazione delle regioni in aree di rischio colorate – in Abruzzo scende ancora e arriva a 12 (per la zona bianca deve essere inferiore a 50). Il quadro più favorevole è quello del Pescarese che, con un'incidenza pari a 3, è tra le migliori province d'Italia. Poi ci sono il Chietino (10), la provincia di Teramo (14) e quella dell'Aquila (22).
MASCHERINE
«Il momento è davvero corrispondente a quello che i numeri fotografano. La circolazione del virus», osserva Parruti, «è assolutamente bassa. Vedo un'attenzione condivisa: stiamo godendo della ripresa, delle riaperture e della libertà in modo maturo e responsabile. Non vedo nessuno senza mascherine. Anche gli aspetti economici ne beneficeranno se teniamo il virus sotto controllo e rispettiamo le regole come stiamo facendo». Secondo l'esperto, se il trend dovesse proseguire nella stessa direzione, «non è escluso che si possa togliere la mascherina all'aperto nel pieno dell'estate. Ma dipenderà dalla situazione complessiva a livello nazionale. Visti i numeri di oggi», osserva, «a mio avviso è possibile».
VACANZE
Nel sottolineare che per ora non ci sono casi di Covid-19 da varianti, Parruti, in vista della stagione turistica, afferma che «quando i nuovi ingressi in Abruzzo supereranno un determinato tasso, allora lì sì che si sperimenterà la nostra capacità di tenuta. La copertura vaccinale, che dovrebbe essere solida dai primi di agosto», aggiunge, «ci darà una mano. Quando insomma avremo il rischio di una maggiore esposizione al virus allora avremo anche una buona copertura vaccinale». L'infettivologo ribadisce che «il turismo rappresenta sì un rischio», ma che comunque «abbiamo la capacità di controllare la situazione. Dobbiamo lavorare sulla campagna vaccinale. La tanto temuta variante Delta (l'ex indiana)», evidenzia, «non dà problemi con la doppia dose. Dobbiamo essere prudenti e cercare di lasciare fuori le varianti difficili finché la copertura vaccinale non sarà arrivata all'80%. Si rischia sennò un colpo di coda del virus, un po' come sta avvenendo in Inghilterra». Per quanto riguarda le vacanze degli abruzzesi, «ci sono posti e tipi di viaggi da evitare, così come ci sono zone completamente Covid free. Ma, a mio avviso», conclude Parruti, «le vacanze in Italia in questo momento hanno mille ragioni da vendere».
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