Parte il taglio di 76 lecci nelle vie del centro

23 Giugno 2020

Il vice sindaco Santilli: «Sono tutti malati ed è impossibile recuperarli, ma verranno presto sostituiti»

PESCARA. L’amministrazione comunale ha dato il via al taglio in centro di 76 lecci, che risultano malati. Lo ha annunciato ieri il vice sindaco e assessore al verde Gianni Santilli.
«Si tratta di alberi del tutto compromessi, che possono costituire addirittura un pericolo per la pubblica incolumità», ha spiegato Santilli.
Il piano prevede il taglio di 76 lecci in totale che si trovano in via Latina, via Napoli, via Rieti, via Nicola Fabrizi, via Gobetti, piazza Duca degli Abruzzi e corso Vittorio Emanuele.
« Nessuno di essi è recuperabile a nessun livello», ha sottolineato il vice sindaco, «non si possono tenere così nelle aiuole». «Anche se è stata espressa qualche preoccupazione dai passanti durante i lavori di rimozione», ha fatto presente, «non c’è assolutamente da allarmarsi dal punto di vista ambientalistico perché gli alberi verranno presto sostituiti secondo un progetto di ripiantumazione che terrà conto delle caratteristiche del territorio e dell’arredo urbano».
«La tipologia degli interventi in programma», ha rivelato Santilli, «prevede anche particolari trattamenti biologici fitosanitari su varie specie arboree, come lecci, tigli e platani».
I lavori di abbattimento sono partiti ieri mattina. «Si tratta di un vero e proprio piano urbano di risistemazione del patrimonio arboreo», ha osservato il vice sindaco, «sia per la sicurezza dei cittadini, sia a difesa degli alberi che ornano le vie di Pescara e di quelli da mettere a dimora».
Il responsabile del servizio Verde pubblico e parchi del Comune Mario Caudullo, quindi, ha avviato ieri mattina il primo intervento in via Chieti per la rimozione di alcuni lecci ormai secchi.
Questa operazione segue quella avviata nelle settimane scorse per sostituire gli aceri di via Pepe con palme washingtonia. Intervento che ha sollevato più di una polemica da parte del centrosinistra e delle associazioni ambientaliste. La sostituzione, a detta del Pd, avrebbe ricevuto anche il parere negativo degli esperti. Secondo il consigliere Piero Giampietro, quegli aceri riapiantati nel vivaio ora sarebbero morti.
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