Partite Iva e autonomi: aiuti da 2 a 4mila euro

12 Luglio 2021

Da oggi via alle domande per beneficiare dei finanziamenti della Regione Sarà favorito chi ha subìto perdite maggiori e dà anche lavoro a dipendenti

Al via, da oggi, la presentazione delle domande per ottenere gli aiuti regionali riservati alle partite Iva, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti. Prende corpo il bando "Sovvenzioni una tantum", voluto dalla Regione, che ha messo in campo 9 milioni e 600mila euro, di cui circa 4 milioni 140mila euro immediatamente disponibili, per mitigare le perdite economiche che i professionisti e i piccoli imprenditori hanno subito con il blocco delle attività a causa della pandemia. La misura di riferimento riguarda, nello specifico, i fondi Por Fse Abruzzo 2014-2020, obiettivo “Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione”, a cui si attingerà per dare un ristoro ai professionisti che, nella comparazione tra il fatturato del 2019 e quello del 2020, hanno perso almeno un 30%. Ecco come fare domanda e i requisiti necessari per ottenere il contributo.
SI PARTE. Lo start scatta oggi anche se le graduatorie non saranno elaborate secondo l’ordine cronologico di invio delle candidature, ma in ordine crescente di ricavo o compenso relativo all'anno 2019.
«Sarà, pertanto, data priorità», spiegano dalla Regione, «ai soggetti con reddito o compenso più basso. Solo in caso di parità di ricavi o compensi, sempre riferiti al 2019, verrà data priorità all’ordine cronologico di inoltro delle domande, che potranno essere presentate fino alle 20 del 3 agosto prossimo attraverso l’utilizzo della piattaforma sportello.regione.abruzzo.it, tramite Spid.
SOMME DISPONIBILI. I finanziamenti a fondo perduto oscillano da un minimo di 2mila euro ad un massimo di 4mila, nel caso di imprese individuali o professionisti che hanno almeno un dipendente a tempo indeterminato al momento della presentazione della domanda e della liquidazione del contributo. L’aiuto è cumulabile con altri incentivi del Governo.
La somma disponibile, nella prima fase, è pari a 4.140.034 euro suddivisi in due linee di intervento: circa 3 milioni 140mila per sovvenzioni a lavoratori autonomi e titolari di partita Iva e 1 milione per i liberi professionisti, con un budget complessivo, previsto nella scheda di intervento, di oltre 9 milioni 600 mila euro, sulla base dello scorrimento temporale della graduatoria definitiva.
BENEFICIARI. I destinatari del contributo regionale sono gli esercenti attività di lavoro autonomo, i titolari di partita Iva e i liberi professionisti, iscritti all’albo professionale e alla relativa cassa previdenziale.
Tra i requisiti richiesti figurano la titolarità di un'attività o uno studio professionale localizzati nella Regione Abruzzo, partita Iva attiva al momento della presentazione della domanda e della liquidazione, inizio di attività prima del 1° gennaio 2019, aver avuto ricavi o compensi non superiori a 80mila euro nel 2019 e una riduzione dei ricavi pari almeno al 30% nella comparazione tra 2019 e 2020.
Sono esclusi dal beneficio le società e le cooperative, gli studi associati, i lavoratori dipendenti, i pensionati e i collaboratori coordinati e continuativi.
La misura, come ha spiegato la Regione in sede di presentazione dell'avviso «vuole andare incontro ai professionisti e agli autonomi la cui attività ha fatto registrare una pesante battuta d'arresto, nei mesi scorsi, con perdite economiche rilevanti».
FINALITÀ. La Regione, come si legge nell'avviso, intende erogare «un contributo una tantum come ristoro dei danni subiti dai lavoratori autonomi titolari di partita Iva e professionisti, prendendo come parametro di riferimento la perdita di ricavi e compensi nell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019». In sostanza, l’obiettivo principale è quello di agevolare i lavoratori ad adattarsi al cambiamento avuto per effetto dell’impatto del coronavirus sulla propria capacità economico-finanziaria. E, al fine di favorire il mantenimento dei livelli occupazionali e limitare la perdita di posti di lavoro, è sostenuto in misura maggiore il lavoratore autonomo o libero professionista che abbia almeno un lavoratore dipendente».