Partito il fermo pesca, dura 45 giorni

Il pesce fresco comunque ci sarà ma sarà inevitabile l’aumento del prezzo al consumo
PESCARA. Da ieri pescherecci ormeggiati nei porti fino a domenica 29 settembre. Un mese e mezzo di fermo biologico obbligatorio, tra San Benedetto del Tronto e Bari, su disposizione del ministero dell’Agricoltura. Ma il pesce fresco a tavola non mancherà. Arriverà prevalentemente dal Tirreno con un inevitabile aumento del prezzo al consumo.
Il decreto del ministro di Fratelli d’Italia, Francesco Lollobrigida, infatti, frammenta i periodi di fermo in base in tre diverse macroaree: da Trieste ad Ancona 31 luglio-13 settembre; da San Benedetto del Tronto a Bari 16 agosto-29 settembre; Brindisi, Reggio Calabria, Bagnara Calabra, Vibo Valentia, Gioia Tauro, Napoli, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Salerno, Gaeta, Roma Fiumicino, Civitavecchia, Livorno, Porto Ferraio, Marina di Carrara, Viareggio, Genova, Imperia, Savona, La Spezia, Milazzo, Palermo, Trapani, Cagliari, Oristano, Porto Torres, La Maddalena, Olbia dal 1° ottobre al 30 ottobre.
«Nonostante l’interruzione dell’attività», precisa inoltre Coldiretti Pesca, «sulle tavole sarà comunque possibile trovare prodotto locale a buon prezzo, pesce azzurro, sogliole, cannocchie, vongole e cozze provenienti dalle barche della piccola pesca. Il consiglio», aggiunge l’associazione di categoria, «è quello di verificare bene le informazioni in etichetta sui banchi di pescherie e supermercati, ma per assicurare reale trasparenza occorrerebbe arrivare all’etichettatura obbligatoria dell’origine anche al ristorante. Il fermo», conclude Coldiretti Impresa pesca, «non deve essere una mera restrizione dei tempi di pesca, misure già abusate dai regolamenti comunitari, ma deve avere come obiettivo quello di tutelare le risorse target nelle fasi biologiche più importanti quali la nascita e l’ accrescimento dei giovanili, una fase di tutela che non può essere disgiunta dalla attenzione alla sostenibilità economica delle imprese di pesca coinvolte alla misura di fermo e dalla sostenibilità sociale per la tenuta dei territori costieri e delle tante economie collegate alla produzione ittica quali il commercio, la ristorazione, il turismo, la cantieristica».
Per il ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf): «L’obiettivo del Governo nazionale di centrodestra è quello di costruire un futuro sostenibile per il comparto ittico. La nuova impostazione del Fermo pesca 2024 è il primo passo con il quale si è voluto andare incontro alle imprese della pesca. Auspichiamo che la nuova Commissione Europea possa rivedere le politiche portate avanti in questi ultimi anni».
Ma le polemiche non sono mancate né mancheranno dal momento che l’Abruzzo resta tra le regioni più penalizzate a causa del frazionamento delle date del fermo che obbliga le nostre marinerie a interrompere l’attività della pesca in piena stagione turistica estiva.
Intanto è stato pubblicato sul sito del Ministero del lavoro il decreto con il quale la Direzione generale degli ammortizzatori sociali ha autorizzato il riconoscimento dell'indennità per il fermo pesca pari ad 30 euro giornalieri ai lavoratori dipendenti delle imprese adibite alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca.
Le risorse stanziate dalla legge di Bilancio ammontano a 30 milioni di euro. Entro il 30 settembre 2024, la Direzione generale degli ammortizzatori sociali impegnerà in favore dei funzionari delegati delle Capitanerie di Porto, le risorse necessarie alla liquidazione delle indennità che vengono concesse – si legge sul decreto pubblicato il 24 luglio scorso - se la sospensione dell’attività di pesca è conseguente a periodi di arresto obbligatorio relativo a: disciplina della pesca con il sistema a strascico; disciplina della pesca dei piccoli pelagici del Mar Mediterraneo e misure specifiche per il Mare Adriatico; disciplina della pesca dei molluschi bivalvi; disciplina della pesca del pesce spada nel Mediterraneo e disciplina della pesca del pesce alalunga (tonno, ndr) nel Mediterraneo. (l.c.)
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