Partorisce in casa, arriva l’ostetrica: ero a cena lì vicino

30 Settembre 2021

Giorgia De Fanis: «Stavo al ristorante, ho visto l’ambulanza e mi sono precipitata con un’altra cliente, tirocinante a Chieti»

CEPAGATTI. Il parto in casa, l’arrivo di un’ambulanza del 118 e poi l’entrata in scena, casuale ma provvidenziale, di una ostetrica e di una tirocinante ostetrica. Sta bene il bimbo che due sere fa è nato in condizioni fuori dal comune e cioè non in sala parto ma a casa. Eppure, insieme alla mamma, ha avuto comunque l’assistenza di cui aveva bisogno. Ripercorre quei minuti, circa 45, una giovane ostetrica pescarese, Giorgia De Fanis, di 28 anni, che due sere fa si è trovata in quell’abitazione per una serie di «coincidenze positive», perché stava cenando nel ristorante “Follia 72”, sulla via Nazionale, a Villanova di Cepagatti, quando è accaduto tutto e si è attivata, mettendosi a disposizione della partoriente.
«Stavo mangiando nel locale con il mio compagno, attorno alle 23.15, quando ci siamo accorti dell’ambulanza in strada. Dal ristorante ci hanno detto che nell’abitazione vicina vive una donna incinta per cui ci è apparso naturale alzarci e andare a vedere se poteva esserci bisogno del mio aiuto. Mi hanno fatta salire e quando sono entrata ho trovato la donna, sul letto. Aveva già partorito da sola (in casa con lei c’era in marito) ma non era nelle condizioni di essere trasferita immediatamente in ospedale». La giovane ostetrica si è subito data da fare e poco dopo si è trovata a fianco, in camera da letto, un’altra cliente dello stesso ristorante, una tirocinante, «che non conoscevo, stava cenando a un altro tavolo e mi ha dato una mano» con la neo mamma. «Ho controllato la donna e, insieme al medico, abbiamo ritenuto opportuno assistere all’espulsione della placenta prima di portarla al pronto soccorso ritenendo che non fosse opportuno spostarla subito per raggiungere l’ospedale». La giovane ostetrica (che lavora a Pescara, in ospedale) non si rende conto di quanto tempo sia passato prima di tirare un sospiro di sollievo. «Quando sono arrivata la situazione era di panico. C’erano medico e infermiere, certo, ma in questi casi servono ginecologo e ostetrica. Come prima cosa ho tranquillizzato la donna, le ho detto che andava tutto bene e che si doveva far in modo di espellere la placenta. Si è fidata di me, il clima era più tranquillo e ho fatto tutto con calma», avendo ricevuto il via libera del medico. In quei minuti, «30-45 in tutto», non era più sola. «Subito dopo di me è arrivata Maria Chiara Venditti», una tirocinante di Ostetricia a Chieti «che mi ha aiutata, cercando i farmaci necessari». Una volta terminati i passaggi fondamentali la mamma e il suo piccolo sono stati trasportati dal 118 in ospedale. «Mi sono raccomandata che sull’ambulanza facessero attaccare il bimbo al seno», essendo un passaggio fondamentale. E ieri mattina De Fanis ha contattato il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale per avere notizie delle condizioni della donna e del bimbo che già l’altra notte ha ammirato mentre «si ciucciava il dito. Stanno bene, la mamma mi ha mandato i saluti e mi ha ringraziata. Io sono contentissima, mi sono sentita utile e sono soddisfatta di me stessa. Ci sono state delle coincidenze positive che mi hanno portata in quella casa, tra il fatto che fossi lì in quei minuti e gli amici del ristorante che ci hanno detto della donna incinta». «Vedendo l’ambulanza ci siamo preoccupati», dicono da “Follia 72”, il locale di Cristian Amoroso e Fabrizio D’Angelo. E il bilancio è davvero positivo, «quasi un miracolo».