Pasqua blindata, controlli sulla riviera. Chiusi i parchi

Il prefetto ordina il pugno di ferro: niente pranzi con maxi tavolate e vietate le gite fuoriporta Resta in vigore il divieto di stazionamento nelle piazze del centro: rischio multe da 400 euro
PESCARA. Niente gite fuoriporta, niente pranzi a casa con nonni, zii, e nipoti. Anche questa Pasqua sarà anomala, in zona rossa, con le uscite ridotte davvero al minimo, per evitare che il virus riprenda vigore e che i contagi aumentino, con tutto ciò che ne consegue.
Per controllare che tutto si svolga regolarmente il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha disposto che i controlli in città e in provincia siano «serrati e attenti» mentre il sindaco Carlo Masci ha chiuso da domani fino a lunedì «in via precauzionale e cautelativa» tutti i parchi cittadini, i giardini, le aree verdi, la riserva naturale pineta dannunziana e la riserva pineta Santa Filomena. Così il sindaco intende «scoraggiare ingiustificati assembramenti nei luoghi di maggiore ritrovo della città», come si legge nel provvedimento di due giorni fa.
Un’altra ordinanza finalizzata a scongiurare assembramenti era stata già firmata il 26 marzo e prevede il divieto di stazionamento in piazza della Rinascita, piazza Sacro Cuore e piazza Muzii, sempre da domani a lunedì, dalle ore 15 alle 22 (se non per l’eventuale attesa in coda per chi deve entrare negli esercizi commerciali autorizzati all’apertura).
I controlli, come deciso nelle riunioni presiedute dal prefetto Di Vincenzo, «sono e saranno diffusi», con il coinvolgimento di tutte le forze dell’ordine, della polizia municipale, della polizia provinciale e della capitaneria di porto. Saranno monitorati anche i caselli autostradali, le stazioni ferroviarie e il porto turistico, oltre alla spiaggia e al mare (per questo saranno presenti le motovedette della Guardia costiere). La situazione, poi, sarà monitorata dal cielo attraverso l’elicottero, per cui è stato coinvolto anche il Reparto volo. Controlli incisivi non solo in città ma anche in provincia.
Ma non tutto è affidato alle forze dell’ordine. Per il prefetto un ruolo fondamentale lo giocano i cittadini. È indispensabile, dice, che si mantengano «comportamenti responsabili a livello familiare». Il «senso di responsabilità» a cui ha sempre fatto riferimento invocando la collaborazione dei cittadini, «deve prevalere anche in ambito familiare» non essendo neppure immaginabile organizzare pranzi affollati con un gran numero di parenti. Perché il pericolo del Covid è ancora presente e si può fronteggiare solo usando la «diligenza del buon padre di famiglia». Dopo un anno e più, la stanchezza si sente, è forte il desiderio di evadere, rispetto alle limitazioni imposte dalla pandemia. Eppure bisogna farsi spingere dalla «consapevolezza che è importante avere comportamenti responsabili» e che «la responsabilità individuale fa la differenza», un concetto che Di Vincenzo ha ripetuto più volte, nei mesi e che resta il fulcro di tutto. Dalla pandemia «si esce tutti insieme», conclude, «e ora serve un ultimo sforzo, anche se si avverte la stanchezza», rispetto ai divieti che hanno condizionato la vita di tutti.
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