Passaporti falsi per volare a Londra, presi

Arrestati in aeroporto. I 4 iraniani si erano spacciati per austriaci: bloccati dalla polizia all’imbarco
PESCARA. Hanno cercato di imbarcarsi dall’aeroporto d’Abruzzo su un volo per Londra, esibendo passaporti falsi, ma grazie alla sofisticata strumentazione in loro possesso, gli agenti della polizia di frontiera li hanno smascherati e arrestati. A finire in manette, quattro cittadini iraniani. L’arresto è stato già convalidato e sono tornati tutti in libertà.
È successo lo scorso fine settimana. I quattro si sono presentati al check in, mostrando passaporti austriaci. Subito però sono state notate delle anomalie, per cui è stata avvisata la polizia e avviati gli accertamenti, da cui è risultato che i documenti che avevano per andare in Inghilterra erano falsi. Da ulteriori indagini è emerso che non erano neppure di nazionalità austriaca, ma erano in fuga dall’Iran. Ora l’attività della polizia continua per cercare di capire come abbiano avuto e da chi quei passaporti contraffatti e se dietro, come si ipotizza, ci sia un giro di documenti falsi.
Non è il primo caso scoperto a Pescara. A dicembre, la polizia di frontiera aveva già fermato altri due iraniani, un uomo e una donna, rispettivamente di 36 e 40 anni, incensurati, anche loro con documenti falsi. Si erano presentati in aeroporto, prima del volo delle 10.35 per la capitale inglese, spacciandosi per una coppia del Lussemburgo.
Ai controlli di polizia avevano mostrato senza problemi i loro passaporti falsi, ma comunque, esattamente come nel week end, molto ben realizzati. I poliziotti si erano subito insospettiti perché parlavano poco e avevano un atteggiamento reticente e così avevano deciso di fare degli approfondimenti sui documenti. Grazie ad una particolare strumentazione erano riusciti a scoprire che il chip interno dei nuovi passaporti elettronici non era genuino, presentava delle anomalie. Di qui l'arresto. Capito che ormai erano nei guai, attraverso un interprete, i due avevano poi confessato, mostrando fotografie dei veri passaporti e rivelando anche di non essere una coppia, ma conoscenti. Non avevano spiegato, invece, com’erano arrivati in Italia.(a.d.f.)

