«Passi avanti del governo ma non bisogna obbligare»

Marsilio: «Qui da noi pochi focolai. Condivido la scelta dei parametri per le fasce Il Green pass? La filosofia adottata è diversa da quella suggerita dalle Regioni»
«Sui nuovi parametri c'è stato un passo avanti significativo, nell'accogliere le richieste delle regioni – che io sostengo da mesi – di considerare prioritariamente il tasso di occupazione dei posti letto in ospedale per il passaggio in una zona più restrittiva, anche se la proposta delle Regioni prevedeva una percentuale più alta per il cambio di fascia». È il primo commento del presidente della Regione, Marco Marsilio, a margine del confronto con il Governo.
Presidente, la trattativa Stato-Regioni è stata serrata. Si ritiene soddisfatto del risultato?
«L'adozione dei nuovi parametri consente, seppure all'ultimo giorno utile, di scongiurare il passaggio in zona gialla di alcune regioni già da lunedì prossimo, pur avendo gli ospedali vuoti. L'Abruzzo, è bene sottolinearlo, non correva tale pericolo nell'immediato avendo un'incidenza relativa di circa la metà rispetto alla soglia dei 50 positivi ogni centomila abitanti».
E sull'utilizzo del green pass?
«Sul green pass, al contrario, la filosofia scelta dal Governo è contraria a quella suggerita dalle Regioni. Si doveva e poteva usarlo per "liberare" le persone già vaccinate da restrizioni e limitazioni inutili, per aprire discoteche, stadi e arene per concerti, in condizioni di maggiore sicurezza. Mentre ora sarà usato per obbligare persone, che in molti casi non sono ancora vaccinate perché non sono stati distribuiti vaccini in numero sufficiente, a esibirlo nei ristoranti o nelle palestre, senza spiegare chi e come sarà tenuto a verificare e sanzionare tale obbligo».
L'obiettivo comune è mantenere tutta l'Italia in bianco almeno fino alla fine dell'estate?
«Speriamo anche oltre. Non serve fasciarsi la testa per l'aumento dei contagi: è il numero dei ricoveri ospedalieri, soprattutto nelle terapie intensive, che va tenuto sotto controllo. Ma è chiaro che non va abbassata la soglia di allerta».
Com'è la situazione in Abruzzo?
«La definirei abbastanza tranquilla, come nel resto d'Italia. Ci sono dei focolai di ritorno dall'estero, ma al momento la situazione è sotto controllo. Certo gli effetti di una maggiore rilassatezza, degli assembramenti e della vita sociale che ha ripreso il suo corso cominciano a farsi vedere, ma al momento senza ripercussioni importanti sugli ospedali, che danno la reale misura del livello di attenzione. Con le vaccinazioni, in Abruzzo, stiamo procedendo a ritmo serrato. Abbiamo raggiunto una misura più che sufficiente e contiamo di mantenere questo ritmo».
Quando verrà raggiunta l'immunità di gregge, se la campagna vaccinale manterrà questo andamento?
«Se il trend delle somministrazioni, prima e seconda dose, non subirà variazioni, a settembre dovremmo aver raggiunto l'immunità, forse anche prima. Questo consentirebbe di riaprire le scuole con una maggiore tranquillità e di affrontare la stagione autunnale con un livello di copertura vaccinale importante, anche rispetto alle varianti».
State lavorando all'impostazione del ritorno a scuola?
«Vediamo, innanzitutto, quale sarà la circolazione del virus a settembre e l'incidenza della variante Delta. Ci confronteremo con il Governo e con il Comitato tecnico scientifico per la riapertura delle scuole, in autunno. Sta procedendo anche la campagna vaccinale dei ragazzi: per gli istituti scolastici il problema potrebbe essere legato ai bambini nella fascia fino a 12 anni, che non sono coperti da vaccino. Su questi argomenti si aprirà un confronto con il Governo per capire l'organizzazione del nuovo anno scolastico e le misure necessarie da prendere».(m.p.)

