Pattuglie anti-ladri La città presidiata

Una notte per le strade di Pescara con le volanti della polizia Ronde in centro e ispezioni tra le villette per prevenire i furti
PESCARA. Una notte con la polizia tra furti e controlli. Non è il Bronx, Pescara sembra tranquilla e, mentre nella notte tra giovedì e venerdì la gente dorme, polizia e carabinieri passano sotto i palazzi senza che quasi nessuno lo sappia. Comincia all’una il turno di notte della volante: stavolta, sono tre le pattuglie della polizia in giro per Pescara ma capita anche, in altre nottate, che salgano a 4. La città è divisa in 4 zone, chiamate quadranti, e la quarta è sorvegliata dai carabinieri con due gazzelle.
Musica alta. La prima (e unica)segnalazione al 113 porta in via Marco Polo: un residente denuncia «musica troppo alta da un locale, fate qualcosa». In pochi minuti la volante arriva davanti al locale, ma non c’è più musica: l’impianto si è fermato all’improvviso, spiega il titolare. Un controllo rapido e in via Polo si torna a dormire.
Denunciato. Sembra una notte serena a Pescara. Un’altra pattuglia incrocia una persona sospetta seduta tra due locali in piazza Unione: beve birra da una bottiglia e sembra aspettare qualcuno. L’agente lo saluta, gli chiede di aprire il borsello e mostrare i documenti, poi, gli fa cenno di posare la bottiglia ma lui vorrebbe continuare a bere come se niente fosse: «Non faccio niente di male», dice iniziando a scaldarsi, «io bevo sempre». Ci mette poco, intanto, il terminale della questura a raccontare chi è: un marocchino di 33 anni con precedenti per una rapina nel 2010 a Barletta, una rissa con bottiglie di vetro nel 2014 in piazza Alessandrini, a Pescara Vecchia, e poi un ordine di lasciare l’Italia firmato dal questore Paolo Passamonti il 29 marzo scorso e, a quanto pare, mai rispettato. Il marocchino finisce in questura accompagnato dai due poliziotti: sarà denunciato per «inottemperanza all’ordine del questore». E Pescara perde un equipaggio costretto a sbrigare le pratiche giudiziarie: restano due le volanti a presidiare la città fino a quando la terza non rientrerà in servizio. Basta poco, quindi, per ricordare che la coperta è sempre corta e che un fuori programma può cambiare i piani di una notte. Per fortuna, non accade niente e dopo mezz’ora, prima del previsto, la pattuglia torna in strada.
Targhe controllate. Si pattuglia Pescara senza sirene spiegate, passando sotto i palazzi e illuminando i cortili senza che nessuno se ne accorga. Le targhe dei veicoli sospetti sono controllate e nessuno lo sa: è così che la polizia capisce cosa succede a Pescara. Il capo della Volante, Dante Cosentino, la chiama «prevenzione»: un’attività nell’ombra e che sfugge alle statistiche.
Rancitelli. Il Ferro di cavallo in via Tavo, regno dello spaccio pescarese, è quasi un deserto verso le 3 di notte: qualcuno, però, è ancora affacciato al balcone a fumare, per il resto anche il casermone dorme e si riposa in vista delle processioni del giorno che verrà. Ma la polizia che si ferma al centro del piazzale, tra rifiuti e moto smontate, non passa inosservata: un minuto ed ecco che altri residenti si affacciano sui balconi quasi per controllare, a loro volta, i poliziotti. Arrivano due ragazzi in auto e la polizia li ferma: uno ha precedenti penali e l’altro no, ma stanno solo tornando a casa dopo una serata tra amici.
Controlli a San Silvestro. Non arrivano segnalazioni al 113 e la polizia continua a battere Pescara. Si sale verso la zona residenziale di San Silvestro: anche da queste parti si combatte contro i ladri che rubano nelle case. Ma in giro non sembra esserci proprio nessuno.
Furto ai Colli. Un furto accade lo stesso, dall’altra parte di Pescara, in un vicolo di strada Valle Fuzzina ai Colli. I ladri hanno scavalcato il recinto di un’abitazione al piano terra di una palazzina, sono riusciti ad aprire la finestra e a entrare ma è scattato l’allarme: c’è stato soltanto il tempo di prendere una borsa appoggiata su un divano e scappare. Tocca ai carabinieri fare il sopralluogo e, in supporto, arriva anche la polizia perché dopo un colpo che ha fruttato pochi soldi, le probabilità di un altro furto a poca distanza sono tante. È la padrona di casa a raccontare quello che è appena successo: «Abbiamo sentito l’allarme, poi, il rumore di qualcuno che scappa. Quando mio marito è sceso giù ha trovato la finestra aperta ma noi l’avevamo chiusa». Sulla finestra ci sono i segni di un foro che non è stato finito: come i ladri siano riusciti ad aprirla non si sa ancora. L’allarme ha messo in fuga i ladri ma è sparita la borsa con dentro 70 euro, occhiali da sole e altri oggetti personali. Non può essere una notte tranquilla per questa famiglia, svegliata di soprassalto dai ladri: il papà tiene in braccio il figlio piccolo impaurito per l’accaduto mentre i carabinieri continuano a raccogliere le testimonianze.
Tentato furto a Spoltore. La polizia si allontana per controllare la zona vicina ma non c’è traccia dei ladri: via Valle Fuzzina è una strada che porta fino a Fosso Grande, al confine tra Pescara e Spoltore, e da lì l’imbocco per la circonvallazione è davvero vicino. Poco prima del colpo in via Valle Fuzzina, è stato tentato anche un altro furto a Spoltore: se sono state le stesse persone nessuno può dirlo ma la vicinanza lo rende possibile. In via Tiberi, vicino al cimitero dei Colli, passa uno scooter con due persone: i poliziotti lo fermano, ma sono solo due ragazzi che tornano a casa dopo aver lavorato in una paninoteca: non sono loro i cattivi. Le volanti tornano al loro territorio di competenza, gli altri tre quadranti di Pescara: la città, tranne i furti, sembra tranquilla. Non è sempre così e lo sanno bene poliziotti e carabinieri, ma di certo non è questo il Bronx.
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