Paziente morto durante un esame Indagati 5 medici dell’ospedale

12 Aprile 2019

Sandro Furno, grossista di pneumatici, è deceduto a 66 anni nel reparto di Gastroenterologia Dopo l’esposto, famiglia pronta a chiedere l’ispezione ministeriale già disposta per il caso di Veronica

PESCARA. Sono cinque i medici dell'ospedale civile Santo Spirito di Pescara iscritti nel registro degli indagati per concorso in omicidio colposo per la morte di Sandro Furno, 66 anni, grossista di pneumatici di Pescara, deceduto nel reparto di grastroenterologia mentre era sottoposto ad un esame di rettoscopia. Il sostituto procuratore Luca Sciarretta, che sta conducendo le indagini dopo l’esposto presentato dai familiari del paziente deceduto, e che ha fatto immediatamente sequestrare le cartelle cliniche dello stesso paziente, ha individuato i cinque professionisti che in quelle tragiche ore sarebbero intervenuti a vario titolo su Furno. Un atto dovuto, ma necessario per procedere all’autopsia e per dare la possibilità agli indagati di partecipare a quell’atto irripetibile eventualmente con un loro consulente. L'incarico al medico legale Cristian D'Ovidio verrà conferito con ogni probabilità oggi, o comunque non appena la procura avrà notificato agli indagati l'avviso di garanzia. Furno si era recato in ospedale per una visita e per una serie di controlli legati alla patologia che un anno fa lo aveva costretto a un delicato intervento chirurgico, dopo il quale aveva dovuto seguire un protocollo medico. La mattina del 9 aprile, martedì, Furno viene sottoposto alla rettoscopia, ritenuta evidentemente necessaria dai sanitari che lo avevano in cura, e mentre si trovava nell’ambulatorio del reparto di grastroenterolgia, è subentrato un arresto cardiaco che lo ha portato immediatamente alla morte.
Per capire cosa sia accaduto è dunque indispensabile procedere con l’esame autoptico per conoscere le cause della morte e metterle eventualmente in relazione con il suo percorso medico: solo allora si potranno circoscrivere eventuali responsabilità mediche qualora ce ne fossero. Intanto la famiglia, assistita dall'avvocato Canio Salese, sta valutando se chiedere o meno l'allargamento, anche a questo caso, dell’ispezione degli esperti del ministero della Salute spediti dalla ministra Grillo a Pescara per accertare le cause e le eventuali responsabilità dei sanitari che hanno seguito il caso di Veronica Costantini, la giovane mamma deceduta sempre in ospedale il 6 aprile.