Pazienti carbonizzati in clinica, chiesto risarcimento milionario

PESCARA. I responsabili della struttura sanitaria “Casa di Cura Privata Villa Serena”, sono stati citati civilmente per circa 2 milioni di euro di risarcimento danni per la morte di due pazienti,...
PESCARA. I responsabili della struttura sanitaria “Casa di Cura Privata Villa Serena”, sono stati citati civilmente per circa 2 milioni di euro di risarcimento danni per la morte di due pazienti, avvenuta il 20 maggio del 2019: quando i due rimasero vittime di un incendio che si sviluppò nella camera dove erano ricoverati. Lo chiedono gli avvocati Walter Biscotti e Fernando La Rovere che ieri mattina hanno tenuto la prima udienza civile davanti al giudice Rossana Villani per chiedere il risarcimento del danno.
Domenico Di Carlo, 51 anni, e Amerigo Parlante, 63 anni, sono le due vittime, parti offese nel procedimento penale che venne aperto dalla procura di Pescara (pm Rosangela Di Stefano) e che si concluse con un’archiviazione che indignò i familiari delle vittime.
«Alla luce dell’esito delle indagini e della disposta consulenza tecnica», scriveva il pm, « alcun rimprovero pare a questo pm potersi muovere al personale amministrativo, sanitario e parasanitario del nosocomio ove le parti offese sono decedute. Certo, infatti», prosegue il pm, «che la cura di pazienti psichiatrici, abbandonate le pratiche della segregazione, non può eliminare del tutto il potenziale pericolo di condotte inconsulte, il cui rischio rientra nel così detto “rischio consentito”, insuperabile, ma comunque accettato dalla scienza medica e dalla società; alcun elemento di negligenza è emerso nella gestione del reparto e nella sistemazione della struttura, dotata di adeguato personale, idonei luoghi e materiale, e ciò in particolare in relazione alla prevenzione rischio incendi».
Una motivazione che viene totalmente contestata dai familiari che, attraverso i due legali, hanno avviato l’azione civile. «L’accaduto», si legge nel ricorso presentato per conto di Amerigo Parlante, «è da ascriversi ad esclusiva responsabilità della struttura sanitaria Villa Serena».
E sul punto i legali riportano anche due episodi che precedettero di pochi giorni quello mortale (episodi del 10 maggio del 2019), quando in due stanze della clinica, una delle quali era la stessa delle due persone decedute, si verificò un principio di incendio. «Nessuna precauzione», scrivono i legali al giudice civile, «è stata attivata dalla struttura sanitaria convenuta, nonostante il medico di guardia avesse consigliato un'unità fissa di presidio lungo il corridoio e maggiore vigilanza durante la notte».
«Indipendentemente dal fatto che l’inchiesta penale non è riuscita a individuare responsabilità», afferma l'avvocato Walter Biscotti che assiste la famiglia Di Carlo, « noi da subito abbiamo iniziato un procedimento civile milionario contro Villa Serena, che a nostro parere era tenuta alla sorveglianza dei propri degenti, perché quei due pazienti che dovevano essere curati e sorvegliati in quella clinica, sono morti bruciati vivi. Quindi la responsabilità della clinica per noi è assolutamente chiara».
I due legali lamentano il fatto che la clinica si sia sempre sottratta a qualsiasi dialogo con le famiglie delle vittime per trovare un accordo. Adesso sarà la giustizia civile a valutare l'eventuale responsabilità della clinica.

