Pazienti diabetici, numeri in crescita: 10mila in un anno

Il 50% dei malati della provincia è stato visitato in via Rieti Il professor Consoli: «Dal 1° gennaio già 255 nuovi ingressi»
PESCARA. Gli ambulatori di Diabetologia, sono entrati a pieno regime e il numero di pazienti in cura a Pescara è in netta crescita. Solo nel 2021, i medici del quarto e quinto piano del distretto di via Rieti, riqualificati da pochi mesi, hanno seguito 10.200 pazienti. Più del 50% del totale dei cittadini affetti da diabete nell’intera provincia di Pescara, che sono circa 18mila. Un numero, quello dei pazienti seguiti dal reparto, in consistente aumento rispetto ai due anni precedenti, e tornato a pieno ritmo nonostante la pandemia, con 13.988 ingressi tra prime visite e controlli. Nel 2019, invece, i pazienti in cura erano 8.272. Leggero aumento nel 2020 (9.101 pazienti seguiti in Diabetologia) e quasi mille in più nell’anno appena passato. «Ma questo non significa che sono aumentati in assoluto i cittadini diabetici a Pescara», precisa il professor Agostino Consoli, che insieme al direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi, al direttore Sanitario Antonio Caponetti e al dirigente medico Fabrizio Febo, ha illustrato i numeri del reparto di Diabetologia negli ultimi tre anni. «Da quando ci siamo trasferiti in via Rieti abbiamo più spazi da dedicare ai pazienti e possiamo seguirne di più», precisa Consoli, che dirige l’Unità operativa complessa di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’ospedale di Pescara. La crescita delle capacità di assistenza è testimoniata anche da un altro dato: dal 1° gennaio al 14 febbraio 2022, il reparto di Diabetologia ha già preso in carico 255 nuovi pazienti. Nell’arco di tutto il 2019, le prime visite erano state appena 900, 1.030 nel 2020 e 1.230 l’anno scorso. In proiezione, il reparto potrebbe ampiamente sfondare i 2mila nuovi pazienti da qui a fine anno. «Merito delle nuove strutture e delle nuove risorse che abbiamo», spiega Consoli, «e abbiamo anche delle liste di attesa da smaltire. Ma l’importante ra tornare a garantire un servizio efficiente dopo aver assorbito l’impatto delle quattro ondate di Covid». Nei primi mesi del 2020, infatti, il servizio di Diabetologia era stato ridotto all’osso. «Parlavamo al telefono con i pazienti ma non potevamo riceverli», spiega Febo, «avevamo una cassetta fuori dall’edificio in via Paolini dove i pazienti potevamo lasciarci i loro esami clinici da analizzare. Ma non è stato facile gestire i primi mesi di pandemia». Tant’è vero che il 50% delle visite, nel 2020, è stato fatto da remoto. «E abbiamo cominciato anche a seguire con attenzione i pazienti diabetici che venivano ricoverati per Covid, visto che sono considerate più a rischio». Nel 2021 le visite in Diabetologia sono tornate prevalentemente in presenza, ma il prossimo passo è garantire ai pazienti diabetici di appoggiarsi stabilmente ai medici di famiglia. «A fine gennaio abbiamo raggiunto un punto di svolta nella cura al diabete», sottolinea Febo, «perché l’Agenzia italiana del farmaco ha consentito ai medici di base di prescrivere farmaci innovativi per il trattamento della malattia». L’arsenale nelle mani dei medici, per combattere il diabete, si è rapidamente arricchito, «ma ora tocca a noi addestrarli ed è il motivo per cui stiamo organizzando incontri e seminari». Il futuro della lotta al diabete, dunque, sarà sempre più nelle mani dei medici sul territorio. «Utilizzando la tecnologia e la telemedicina», conclude Consoli, «quello che facciamo anche qui a Diabetologia, dove siamo in grado di fornire anche una prima analisi sui sintomi (alla vista, e ai reni, ad esempio) che la malattia fa scaturire, senza ricorrere subito agli specialisti. Ma l’obiettivo è istruire i medici di base ad accompagnare i pazienti che, nella maggior parte dei casi, da noi vengono ancora senza sintomi. Il diabete è un compagno di viaggio scomodo e bisogna imparare a conviverci».

