Peca: si può rilanciare il borgo con la creatività degli artisti

MONTESILVANO. Puntare sull’arte per riqualificare il borgo storico. È la ricetta suggerita da Bruno Peca, commerciante e titolare del Br1, spazio culturale in piazza Belvedere teatro di eventi e...
MONTESILVANO. Puntare sull’arte per riqualificare il borgo storico. È la ricetta suggerita da Bruno Peca, commerciante e titolare del Br1, spazio culturale in piazza Belvedere teatro di eventi e rassegne, tra cui quelle dell’irriverente artista pop Pep Marchegiani. «La nostra idea», dice Peca, «è fare di Montesilvano Colle un “museo urbano”, un borgo ripensato dagli artisti, che unisca storia e contemporaneità, per poi strutturare un programma di attività e di manifestazioni per chi vive in città e per chi viene da fuori».
È solo attraverso una effettiva riqualificazione dei vicoli del borgo che il Colle potrà sfruttare la naturale vocazione turistica.
«Si fa un vuoto parlare di turismo», prosegue l'imprenditore, «in realtà, siamo noi a dover catalizzare un motivo per cui le persone abbiano il desiderio di venire a guardare da vicino “cosa bolle in pentola”. Occasioni, incontri, esperienze vanno creati e noi vogliamo farlo a partire dall’arte, che deve investire tutto il Colle per farne un museo a cielo aperto».
Una sfida sulla quale Peca sta già scommettendo. «La nostra è una proposta credibile», sottolinea, «gli artisti sono già stati contattati. Parliamo di personalità di fama nazionale e internazionale, tutti hanno detto sì».
Ma per fare in modo che il borgo risorga, è necessario che anche l’amministrazione faccia la propria parte.
«Senza alcuna volontà di sterile polemica», prosegue, «rivolgiamo un doppio invito: all’amministrazione di intervenire subito, normativamente, sullo scempio di insegne e infissi che non possono essere lasciati all’iniziativa individuale; alla politica e alla cittadinanza chiediamo attenzione verso i provvedimenti d’urgenza di cui questa città ha bisogno, come le frane, ma questo non può e non deve essere un deterrente per tutto il resto. Possiamo e dobbiamo ripensare il Colle, intervenire su ciò che di bello abbiamo, pensare al futuro. È una questione di educazione, di civiltà e ottimismo. L’arte è anche questo».
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