Pelè: con i gol al Brasile hai reso grande il calcio

11 Dicembre 2020

Il ricordo dei big del pallone e dei compagni in Nazionale del 1982 Zoff, Graziani e Bruno Conti: «Addio fratello. Il 2020 anno maledetto» 

ROMA. Tutto il mondo piange Paolo Rossi. Anche Pelè che lo ha ricordato su Instagram: «Purtroppo il cielo sta accogliendo negli ultimi giorni», ha scritto. «Mi dissero una volta che hai costretto tuo padre a portarti a Firenze per vedermi giocare un’amichevole contro la Fiorentina, avevi solo 10 anni . Che onore. Grazie per la tua amicizia e generosità. Possa Dio accoglierti a braccia aperte amico mio». In passato il campione brasiliano si era espresso così su Paolo Rossi, riferendosi al Mundial 82. «Tutto il mondo pensa che io sia arrabbiato con te perché hai fatto tre gol al Brasile nell’82. No, io amo la bellezza del calcio e tu sei uno dei grandi che ha reso il calcio così importante».
Da Pelè agli azzurri che hanno vinto il titolo in Spagna. «Ciao amico, ci hai portato sul tetto del mondo. Maledetto 2020». Lo scrive Bruno Conti, l'uomo dell'assist a Paolo Rossi, dando voce allo sgomento dei ragazzi dell'82, che corre in chat. L'anno terribile è diventato ancora più nero per loro, gli azzurri del Mundial, che improvvisamente con Paolo Rossi perdono un «fratello», emblema e grande artefice di quel trionfo. «Questa mattina l'ho saputo dalla moglie, faccio fatica a parlare. Se sono campione del mondo lo devo a lui, i gol, quel Mondiale fu fantastico», dice commosso Fulvio Collovati, che con Pablito ha condiviso «15 anni di vita, dalla nazionale juniores».
«È un anno terribile questo», dice ancora l'ex difensore, «non mi sarei mai aspettato questa notizia. Paolo era una persona semplice, sorridente. Corretto, leale e imprevedibile come tutte le persone intelligenti». Antonio Cabrini non riesce quasi a parlare: «Sei mesi fa ho perso un fratello, oggi ne piango un altro. Non voglio dire altro». «Un fulmine a ciel sereno» per Dino Zoff, capitano e guida di quella nazionale indimenticabile. «Abbiamo sempre avuto un grande rapporto con Paolo, simpatico, intelligente», prosegue Zoff. «Era un po’ che non ci sentivamo, ci avevano detto qualcosa ma non pensavo fosse così grave». «Noi ragazzi dell'82, sempre insieme in tutti questi anni. Ciao amico», è il messaggio di Giancarlo Antognoni. Come lui, anche Alessandro Altobelli posta una piccola storia per immagini. «Ti voglio ricordare sempre così, sorridente. R.i.p. Grande Paolo». Segue una foto di Pablito che alza la coppa del mondo al termine della finale, con la scritta «Tutto merito tuo, Tvb fratello», e un'altra di Rossi e Bruno Conti che esultano in campo definiti «due fratelli». Pablito è anche ritratto durante il ritiro, con una sigaretta in bocca «momento di relax». «Ho ricevuto la notizia stanotte e non sono riuscito più a dormire», dichiara Francesco Graziani. «Sapevo che non stava bene, ma aveva ripreso a scrivere sulla nostra chat dei campioni del mondo e dunque mi ero rinfrancato. Ero al corrente che era stato operato a luglio, ho pensato che fosse andato tutto bene, invece non è stato cosi». Per Graziani «il calciatore era straordinario, l'uomo ancora di più. Eravamo dei fratelli e come tale lo piango».
Il ricordo del calcio. Ieri l’Uefa ha disposto un minuto di raccoglimento su tutti i campi di Europa League per ricordare Paolo Rossi. Il Milan a Praga ha giocato con il lutto al braccio. Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha ordinato un minuto di raccoglimento prima dell’inizio delle gare di tutti i campionati in programma nel prossimo fine settimana.