Penne, a Ginecologia solo ecografie e visite

PENNE. Da oggi l’unità operativa semplice di ginecologia e ostetricia dell’ospedale San Massimo di Penne viene di fatto chiusa. Saranno garantite esclusivamente le attività ambulatoriali (ecografie e...
PENNE. Da oggi l’unità operativa semplice di ginecologia e ostetricia dell’ospedale San Massimo di Penne viene di fatto chiusa. Saranno garantite esclusivamente le attività ambulatoriali (ecografie e visite ginecologiche) dal lunedì mattina al sabato mattina, tranne il martedì. Nella giornata di martedì saranno effettuate tutte le attività di day-surgery, dalle 8 alle 20,30, con la presenza di un solo ginecologo. Per attività di day-surgery sono da intendersi tutti quei piccoli interventi fattibili in giornata. Nella notte e nei festivi vi saranno invece un’ostetrica e un ginecologo reperibili. La decisione, presa dalla passata direzione sanitaria del manager Claudio D’Amario con la delibera 1.414 del 2015, è stata avallata dall’attuale direzione del manager Armando Mancini. Ad Ortona, dove è stata applicata la stessa decisione con la chiusura del punto nascite e la riduzione di ginecologia, a seguito di un ricorso al Tar presentato dall’amministrazione comunale la ginecologia è stata fatta riaprire.
Oltre alla perdita dell’ennesimo servizio, si profila una doppia beffa per gli utenti dell’ospedale San Massimo di Penne. Alcune operazioni ginecologiche già programmate da tempo a Penne per forza di cosa dovranno essere dirottate all’ospedale di Pescara con il conseguente dilatamento dei tempi di attesa, dato che le liste sono più lunghe, e il disagio di uno spostamento assai scomodo.
Negli ultimi anni la struttura sanitaria vestina ha dovuto fare i conti anche con una massiccia riduzione di tutto il personale medico. Tra tutti i reparti si è passati da 75 unità mediche alle 54 circa presenti ora. Anche il reparto Riabilitazione vive una difficile situazione. Nel 2000 erano presenti 11 fisioterapisti che accoglievano le esigenze anche di utenti esterni, oggi il servizio è assicurato ai soli pazienti della struttura sanitaria e vi sono solamente tre fisioterapisti.
Il movimento per la sanita vestina, intanto, tramite il proprio portavoce Gabriele Frisa, ha criticato duramente la chiusura di ginecologia: «È l’ennesimo attacco al diritto alle cure dei cittadini dell’area vestina. Mi chiedo se prima di invertire questa tendenza debba rimetterci la vita qualcuno», ha detto Frisa. (f.bel.)
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