Penne, bambina nasce dopo la corsa in ambulanza

7 Agosto 2016

Giovane mamma di Farindola rompe le acque in anticipo: portata al San Massimo per un parto d’emergenza nel giro di mezzora. Il padre: «Il punto nascite serve»

PENNE. Nuovo parto d’emergenza nel Pronto soccorso di Penne. Ieri mattina è venuta alla luce Camilla Nebbioso, un batuffolo di poco più di tre chili. Tutto è andato bene, ma ci sono stati attimi di tensione. La nascita della bimba è stata vissuta quasi come un dramma dai due genitori. Gianni Nebbioso e la la moglie Flavia vivono a Farindola e ieri mattina, quando la donna ha rotto improvvisamente le acque, non hanno potuto far altro che chiedere il soccorso del 118 di Penne. Immediatamente è partita l’ambulanza medicalizzata e la donna è stata fatta partorire in Pronto soccorso intorno alle 8, grazie all’ostetrica Gabriella Colantoni supportata dallo staff del 118.

La donna avrebbe dovuto partorire nei prossimi giorni all’ospedale di Pescara, ma non ce l’ha fatta ad aspettare e ha dato alla luce la sua bimba all’ospedale San Massimo, senza rianimazione e senza più un punto nascite attivo.

«Ha rotto le acque alle 7,30 a Farindola ed è arrivata in pronto soccorso al San Massimo intorno alle 8. È stato fortunatamente un parto naturale, ma non so se saremmo riusciti ad arrivare a Pescara. Solo grazie al tempestivo intervento del 118 con l’ambulanza medicalizzata è riuscita ad arrivare in tempo a Penne», racconta papà Gianni.

Dopo il parto sono partite le due ambulanze del sistema di trasposto assistito materno (Stam) e neonatale d’urgenza (Sten), nel frattempo giunte a Penne, verso l’ospedale di Pescara.

Quello di ieri non è il primo parto d’emergenza al San Massimo da quando è stato soppresso il punto nascite in base alla riorganizzazione sanitaria decisa dalla Regione. Già lo scorso marzo si era verificato un episodio simile con una partoriente pennese e anche in quell’occasione si risolse tutto per il verso giusto. Non si capisce il perché le due ambulanze appositamente acquistate dalla Asl di Pescara per sopperire alla chiusura dei punti nascita non siano già collocate nei presidi depotenziati ma debbano arrivare da Pescara. Qualora questi episodi dovessero verificarsi in pieno inverno, e dovessero sorgere anche complicazioni durante i parti d’emergenza o durante il trasporto delle partorienti, ecco che il lieto fine potrebbe anche non arrivare. «A noi è andata bene, ma speriamo veramente che il punto nascite di Penne possa essere riaperto per il bene di tutte le mamme e di tutti i nascituri del nostro territorio», commenta Nebbioso prima di andare ad abbracciare sua moglie e la sua piccola Camilla.

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