Penne benedette e medaglie sacre Così si affronta l’esame di Stato

20 Giugno 2019

I nuovi test d’italiano piacciono ai maturandi: «Consentono di mettere insieme letteratura e attualità» Nei sogni dei ragazzi pescaresi, la rinascita del teatro Michetti e la riqualificazione del centro storico  

PESCARA. Con gli zaini ricolmi di vocabolari di italiano, sinonimi e contrari, da consultare; con la penna benedetta al santuario di San Gabriele 100 giorni prima dell'esame per scrivere il tema d'italiano e con l'icona sacra appuntata nel reggiseno per pregare. Si sono appellati anche ai santi, gli studenti del liceo Classico D'Annunzio e Galilei che ieri, assisi lungo i muri dei corridoi con i «cellulari requisiti» dalle commissioni, hanno affrontato il primo giorno degli scritti di italiano.
Miracolo deve esserci stato se poi, a prova conclusa, sono usciti dalle scuole con i visi stravolti ma soddisfatti e sicuri di «aver fatto bene». Quindi, niente paura? No. Sì. Forse un po’. Per la prova di greco e latino, oggi per il Classico, matematica e fisica per il Galilei e poi per gli orali che inizieranno tra il 22 e il 24 giugno con le famigerate tre buste a scelta dei maturandi che quest'anno sostituiscono lo storico quizzone.
Paura, eh? I ragazzi si fanno fotografare con le dita della mano schiacciate contro il pollice per esorcizzare ansie e paure conseguenza anche di questa nuova prova d'esame che però sembra incontrare il loro favore «perché ci permette di argomentare i testi spaziando dalla letteratura all'attualità». Appena dopo le 12, Manuel Baldacci, di Pescara, è il primo a scendere le scale dell'istituto di via Venezia. Ha impiegato appena due ore e mezza per restituire il tema in bella copia. Fisico atletico forgiato dal nuoto agonistico alle Naiadi, ha scelto la traccia di sport e storia ispirato da due grandi campioni, Gino Bartali per il ciclismo e Gregorio Paltrinieri per il nuoto. È apparentemente tranquillo: «Ho studiato e abbiamo fatto tante simulazioni a febbraio, marzo e aprile». Nel futuro c'è una carriera da allenatore a bordo vasca. Alla giocosa baldoria della notte prima degli esami, martedì sera sulle scale del D'Annunzio, ha partecipato anche Leonardo Colitti, pescarese, muscoli ben torniti, finalista nazionale di Mister Italia. Sfilare in passerella è il suo hobby. Ha scelto la traccia legata a Leonardo Sciascia, autore del "Porto sepolto" e "Il giorno della civetta". E' affascinato dagli «scontri di potere» tra Stato e mafia. Nel futuro si vede dietro una cattedra a «insegnare Lettere». Giuseppe Villari, si è rilassato giocando a golf e ieri ha collegato il patrimonio culturale con la filosofia di Seneca, Hegel e Schopenhauer. Ha apprezzato la settimana corta voluta della preside Donatella D'Amico. Riccardo Terrenzi, di Montesilvano, divora un panino col prosciutto cotto seduto sulla sua moto. Due orecchini e un sogno: «Vivere tranquillo, ma ci vogliono soldi e salute». Intanto gioca a basket, ha scelto il test del nucleare e sta pensando di iscriversi alla facoltà di Medicina e Ingegneria nelle Marche. Marco Lusati, si è buttato a capofitto sulla mafia e il ricordo dei tre uomini simbolo che l'hanno combattuta, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Carlo Alberto Dalla Chiesa. La sua strada sembra segnata: «Farò il poliziotto, come nonna e zio». Lorenzo Di Gregorio è un privatista. Arriva dal liceo scientifico D'Ascanio di Montesilvano. Ha recuperato due anni alla velocità della luce e si è rimesso a pari fino all'esame di ieri: «La passione per l’italiano mi si è riaccesa grazie agli insegnamenti della prof Silvia Materazzi». Chiara Michelini, racconta tutto il tema d'un fiato con un intreccio tra mafia e Platone. Si iscriverà alla Bocconi di Milano e si occuperà di criptovalute. Michelini e Di Gregorio piombano nell'ufficio della preside D'Amico per un saluto che vede gli studenti della sua scuola: «Sereni, con questa nuove modalità diventano protagonisti dei loro temi». Verso le 14, i ragazzi sono quasi tutti fuori. Silvia Fiorà, di Pineto, Beatrice Appignani e Diletta Cupaiolo, pescaresi, si abbracciano perché dopo la scuola si separeranno. Silvia, che ha scritto il tema «con la penna benedetta a San Gabriele» e Beatrice (suonatrice di fagotto) andranno alla Bocconi di Milano a studiare Economia e Giurisprudenza, Diletta a Trento per diventare avvocato. Hanno scelto di scrivere dei patrimoni culturali. A Pescara salverebbero il teatro Michetti e ripulirebbero il centro storico. Matteo Masci arriva trafelato: «Sono rimasto due ore a contemplare il vuoto, avevo finito in anticipo». Intanto, la folla di maturandi aumenta. Sulle scale parlottano anche Zoe Pretara, Emanuela Di Fabio, Chiara D'Alessandro, Erica Covitti, Martina D'Anteo, Davide Iengo, Vittoria Sigismondo, Alessandra Paoli, Marta Mantenuto, Caterina Delli Rocioli, Pietro Di Febbo, Giulia D'Ambrosio, Riccardo Trabucco, Cecilia Ambrosini, Martina Di Cintio.
Al liceo scientifico Galilei, hanno scelto la traccia del patrimonio artistico, Giulia Zampetti, che distribuisce vocabolari alle compagne per fare le foto: ne ha lo zaino pieno. E da grande vuole fare la psicologa. Accanto a lei, Maria Elena Maio che riqualificherebbe le periferie e Serena Salvati che studierà Medicina. Lettere, matematica, ingegneria, economia, nelle volontà di Anna Piazza, Maria Sole Vicaretti, Federico De Pasquale, Enrico Paci, Michele Parisi, Alberto Bafile e Lorenzo Aicardi, ma in realtà sognano di diventare cantanti e scrittori. Si rilassano dopo l'esame, anche Alessandro Cappellucci, Vittorio D'Aurelio, Greta Basile, Chiara Pollice e Gaia Maria Chiantella.