Penne, chiude anche l’Associazione volontari oncologici

Stop all’attività dopo 15 anni dedicati al day hospital Ieri l’ultima donazione di tre carrozzelle all’ospedale
PENNE. L’Associazione volontari oncologici (Avo) di Penne chiude. Ieri mattina, c’è stata l’ultima donazione all’ospedale San Massimo: tre carrozzelle per il pronto soccorso e soprattutto per i pazienti che devono essere trasportati nei servizi interni. Alla consegna delle tre carrozzelle, acquistate con la somma di 900 euro, sono intervenuti la presidentessa Avo Tecla Rosa, il responsabile del pronto soccorso Aristeo De Patris e la coordinatrice Miriam Di Carlo. Un ultimo impegno con la consapevolezza di aver dato tutto quello che si poteva per l’ospedale di Penne. Nata nel 2003 a sostegno dei pazienti oncologici del day hospital del San Massimo, l’associazione ha sostenuto il presidio ospedaliero vestino a 360 gradi, addirittura occupandosi della formazione di medici e infermieri. «Nel 2003 i pazienti facevano la chemio su sedie di legno. Il nostro primo impegno è stato pertanto sistemare i locali e poi le attrezzature, con particolare attenzione a ciò che poteva migliorare la qualità della vita dei pazienti: poltrone, televisori e paraventi. Abbiamo dotato il day hospital dell’oncologia del San Massimo di tutto l’arredamento necessario: dai classificatori per le lastre alle scrivanie, dalle sedie agli armadi, dalla fotocopiatrice ai quadri per abbellire un ambiente di dolore», racconta la presidentessa dell’associazione Rosa Tecla.
Dopo 15 anni di duro e proficuo impegno, l’Avo chiude anche perché via via è venuta meno la partecipazione dei soci. «A gennaio tra l’altro andrà via dal San Massimo un collaboratore d’eccezione come il dottor Natale (responsabile dell’oncologia), che si è speso in questi anni a tutto campo per il nostro ospedale e per il nostro territorio, non solo come professionista. La sua è stata sempre quasi una lotta personale contro il cancro, svolta con coraggio, dedizione e sensibilità. Impegniamoci tutti perché l’oncologia deve diventare un impegno di tutti: sindaco, amministrazione e popolazione. Chiediamo che accanto alla brava e sensibile dottoressa Fornarini vi sia una figura stabile come medico che sostituisca il pensionamento del dottor Natale e non un continuo turnover che costringerebbe i pazienti a raccontarsi continuamente a figure diverse. Salvaguardiamo il nostro day hospital di oncologia per impedire che i pazienti sottoposti a chemio affrontino continui viaggi a Pescara, un calvario con soste per vomitare o riprendere fiato, come le tante esperienze ci hanno raccontato in questi anni. Di certo cessa l’Avo, ma non il mio impegno per il day hospital oncologico, per il nostro ospedale e per il territorio», conclude Tecla Rosa.

