Penne Città Aperta: riformare l’Oasi e puntare sul turismo

PENNE. Rilanciare l'area protetta e promuovere iniziative di turismo ambientale. È l'idea del movimento politico Penne Città Aperta. «È necessario procedere a un tagliando della legge regionale che...
PENNE. Rilanciare l'area protetta e promuovere iniziative di turismo ambientale. È l'idea del movimento politico Penne Città Aperta. «È necessario procedere a un tagliando della legge regionale che ha istituito, nel lontano 1987, la riserva naturale Lago di Penne» dicono Emidio Camplese e Gilberto Petrucci, del nuovo movimento politico. «La legge istitutiva della riserva va ammodernata alla luce della nuova normativa comunitaria, con l’obiettivo di rilanciare una delle Oasi più importanti d’Italia. Crediamo che la riserva sia uno strumento strategico per ampliare l’offerta turistica della città; il connubio ambiente e centro storico non è stato mai potenziato o rilanciato negli ultimi anni. Proponiamo, pertanto, di costruire un percorso finalizzato a una collaborazione attiva tra il Parco del Gran Sasso-Monti della Laga, i cui confini sono a ridosso della riserva, coinvolgendo i Comuni di Montebello di Bertona e Farindola, affinché Penne possa diventare la Porta naturale del Parco sul versante pescarese. Istituire, poi, nuovi servizi nell’area portetta, come il Lapiss, il Linea (laboratorio dell’immagine naturalistica per l’educazione ambientale) o l’Anvr (archivio naturalistico video-fotografico regionale) per incrementare la presenza di studiosi e attività didattiche. È necessario, inoltre, rivedere la struttura del comitato di gestione della riserva Lago di Pene, oggi divenuto un chiacchierificio senza poteri. Auspichiamo» chiudono Camplese e Petrucci «un intervento del sindacoD’Alfonso, affinché possa stimolare il legislatore regionale ad approvare in tempi brevi la revisione della legge regionale 26 del 1987 e garantire i fondi ordinari al Comune per la gestione annuale evitando ulteriori tagli».
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