Penne, Colle Romano riapre le porte dopo 8 anni

Il convento torna in mostra per residenti e turisti solo per un giorno Il Fai curerà l’apertura della biblioteca storica, del museo e chiostri interni
PENNE. Il Complesso conventuale di Colle Romano di Penne riapre per un giorno le porte a turisti e cittadini, dopo 8 anni. L'iniziativa, organizzata dal Gruppo Fai Penne con il supporto tecnico della società di promozione turistica CAPTurE, dell'associazione San Cesidio Giacomantonio e di Penne Cammina, che curerà la passeggiata nel bosco, si terrà il prossimo 2 settembre a partire dalle 17.30.
Il programma prevede visite guidate nella biblioteca storica e nel museo etnografico e una camminata nel bosco per concludersi con la conferenza sul tema "Turismo, dal virtuale al reale" e poi con un aperitivo.
«Il gruppo FAI di Penne partecipa con molto piacere ed entusiasmo all'organizzazione di questo evento per la promozione e la rivitalizzazione del complesso di Colle Romano, curando l'apertura della straordinaria biblioteca storica, del museo e dei chiostri interni», sottolinea il capo gruppo Fai Penne, Guido Salvatorelli. «Anche in questa occasione i volontari saranno impegnati a promuovere i valori del Fai nella convinzione che la tutela del patrimonio artistico ed ambientale passi per la conoscenza e l'utilizzo consapevole». La conferenza, curata da CAPTurE, vedrà gli interventi dello storico Paolo Di Simone, dell'assessore comunale Gilberto Petrucci e del digital strategist Massimo Santamicone. Sarà moderata da Fiorangelo Cutilli.
La storia del complesso religioso di Colle Romano, soprattutto negli ultimi anni, racconta di un inesorabile declino, specie a seguito dei danni provocati dal terremoto nel 2009. Nel marzo 2011 la Provincia Monastica (proprietaria dal 2004), in accordo con gli ultimi frati minori rimasti, decise di cedere il convento in mano al Comune di Penne. Il passaggio di proprietà, mai concretamente definito nel dettaglio dalle parti, non ha prodotto quasi nulla, anzi. Da allora la storica dimora benedettina, edificata agli inizi del trecento, vive in una condizione di semi abbandono. Solo l'associazione San Cesidio, da sempre legata alla memoria dei vecchi frati, ha portato avanti con le proprie possibilità un minimo di manutenzione per la struttura religiosa, all'interno della quale c’è ancora un'antica biblioteca con testi risalenti al 1200. Spesso e volentieri, soprattutto nelle ore notturne, lo spiazzo dinanzi alla struttura religiosa diventa area di bivacco per nullafacenti. Non di rado al mattino, dopo i week end, si trovano bottiglie a terra, tra birra e super alcolici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

