Penne, il Pd riflette sulla sconfitta e polemizza con Rifondazione

Il segretario cittadino Vecchiotti: «Abbiamo provato ad andare uniti con tutte le realtà di centrosinistra Ma le velleità di candidature a sindaco indiscutibili hanno creato divisioni insanabili. E ha vinto Petrucci»
PENNE. La compagine Penne Viva, civica con ampie rappresentanze del centrodestra oltre che della società civile, ha vinto le amministrative con un largo consenso (47,40%). Dopo i 5 anni di Mario Semproni, Penne conferma un’amministrazione di centrodestra dopo oltre vent’anni di governi cittadini guidati da amministratori di centrosinistra: da Lucio Marcotullio a Paolo Fornarola, da Donato Di Marcoberardino a Rocco D'Alfonso. E mentre Gabriele Frisa, il segretario di Rifondazione candidato a sindaco ha raccolto il 20 per cento di voti (20,24%), il Pd (32,36%) comincia la riflessione «sulla sconfitta elettorale» del centrosinistra che, se unito, avrebbe superato il 50% dei consensi. A proporla è il segretario del Pd di Penne Andrea Vecchiotti (159 voti): «Come Pd locale faremo un’approfondita riflessione sulla nostra sconfitta elettorale e sulla vittoria della lista di destra. Nelle altre città chiamate al voto si è vinto dove il centrosinistra si è presentato unito agli elettori, percorso che abbiamo provato a costruire da tempo anche a Penne, dando mandato a Fernando D'Annunzio, nel tentativo di mettere in contatto un mondo progressista che comprendesse tutte le realtà di centrosinistra: Rifondazione Comunista, Articolo Uno, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Partito Democratico ed altre del mondo civico. Purtroppo», rimarca Vecchiotti, «questo discorso si è interrotto sul nascere per chiusure e velleità di candidature a sindaco indiscutibili, che hanno creato divisioni insanabili, favorendo ancor più la vittoria del sindaco Petrucci. Abbiamo raccolto intorno ad Angela Pizzi idee e persone che volevano dare nuovi orizzonti alla città di Penne, ma non siamo riusciti a trionfare nella competizione elettorale, anche per alcuni errori che, con umiltà e autocritica, valuteremo internamente.
Ritengo necessario costruire un dialogo costruttivo con tutto il centrosinistra pennese e vestino», va avanti Vecchiotti, «che possa andare oltre il perimetro dei partiti tradizionali e fare un’opposizione sana, corretta ma comunque determinata. Mi auguro possa esserci collaborazione tra le liste di Penne Prossima e Penne Ribelle per cercare di portare avanti le battaglie comuni e gettare le basi per un discorso unitario. Il mio mandato da segretario è arrivato a scadenza naturale e occorre una riflessione e una autocritica interna per le quali proverò a dare il mio contributo. Ma avverto già la necessità di porre le basi per un movimento progressista molto più ampio, plurale e progressista che sappia dare protagonismo a giovani, idee ed associazionismo e chiederò ai neo eletti consiglieri di costituire fin da subito una consulta giovanile», conclude Vecchiotti.
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