Penne, il reddito medio aumenta Ma a Loreto e Farindola scende

In base alle dichiarazioni del 2021, i contribuenti vestini hanno 120 euro in più rispetto al 2019 Petrucci: «Sul nostro territorio si concentra più ricchezza rispetto agli altri centri dell’entroterra»
PENNE. Il reddito pro capite nell’area vestina è ben al di sotto della media nazionale e della media regionale, ma un aumento rispetto al passato c’è.
Nel 2020 l’Abruzzo – con il suo reddito pro capite di 18.640 euro – si è piazzato al 13° posto tra le regioni e sotto la media nazionale di 21.570 euro (in calo dell’1,1% in un anno). In base ai dati resi disponibili dal Ministero dell'economia e delle Finanze, nell'area interna vestina solo a Penne si è registrato un aumento minimo rispetto agli ultimi anni: nel 2020 è stato accertato un reddito medio pro capite di 16.022 euro, con un aumento di 120 euro rispetto al 2019. Sono 8.484 i contribuenti sul territorio comunale del capoluogo vestino, in base alle dichiarazioni dei redditi del 2021 (quindi riferite all’anno di imposta del 2020). Rispetto al 2012, anno in cui si è registrato un reddito medio pro capite di 15.543 euro, c'è stato un aumento nel reddito pro capite di circa 500 euro.
«Il dato conferma una crescita costante negli ultimi tre anni e, nonostante gli effetti negativi della pandemia, il reddito imponibile pro capite dei contribuenti pennesi, al netto delle detrazioni, ha registrato una lieve crescita tra il 2018 e il 2020, invertendo il trend negativo rispetto al 2017», commenta il sindaco Gilberto Petrucci.
«Siamo, peraltro, il Comune che ha registrato il reddito imponibile pro capite maggiore nell’area interna vestina: sul nostro territorio si concentra più ricchezza rispetto agli altri centri dell’entroterra pescarese del versante Fino-Tavo», conclude il sindaco.
I dati leggermente positivi di Penne, comunque, evidenziano la forbice che si è creata con i territori più vicini alla costa.
A Penne, rispetto a Città Sant'Angelo, ad esempio, si registra un reddito medio pro capite inferiore di 1.000 euro. A Città Sant’Angelo, infatti, nel 2020, nonostante un -166 euro rispetto al 2019, è stato accertato un reddito medio pro capite di 17.007 euro. Ancor meno positiva la situazione a Loreto Aprutino, dove si registra un reddito medio riferito al 2020 di 13.629 euro, con un segno meno di 71 euro rispetto al 2019. «Purtroppo è un dato che ci aspettavamo», commenta il sindaco di Loreto Aprutino, Gabriele Starinieri. «Molti lavoratori a Loreto sono impegnati nei settori dell'artigianato, della piccola impresa, della ristorazione e dell'ospitalità, e quindi con il calo del turismo a causa della pandemia si è avuto un crollo. Mi auguro che nei prossimi anni, nonostante le difficoltà che si stanno verificando, ci sia una netta ripresa», conclude Starinieri. Molto peggio il reddito medio registrato nelle zone montane, con Farindola ferma a 13.278 euro e a un preoccupante -117 euro rispetto al 2019.
«È un indicatore preoccupante che testimonia non solo la grave recessione che interessa tutta l'area vestina da diversi anni. Bisogna intervenire su quattro asset fondamentali - sanità, istruzione, viabilità e turismo - per poter invertire questo andamento», precisa il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. «Tra qualche giorno a Farindola saranno attive due iniziative per istituzionalizzare la banca della terra e del mattone, in modo da poter requisire immobili e terreni abbandonati, da consegnare poi a chi abbia intenzione di investire sul territorio», conclude il sindaco di Farindola.

