Penne, lago svuotato entro agosto sarà la terza volta in sessant’anni

17 Giugno 2024

L’invaso artificiale della Riserva naturale in questi giorni sottoposto ai primi interventi di pulizia Gli agricoltori vestini preoccupati per la carenza idrica che metterebbe a rischio le coltivazioni

PENNE. Lavori in corso alla diga di Penne in questi giorni. Il lago al centro della riserva naturale regionale della città vestina si prepara per la grande operazione di ripulitura che verrà effettuata alla fine di agosto, con lo svuotamento totale dell’invaso artificiale, creato nel 1965 per garantire agli agricoltori della vallata vestina una riserva idrica per l’irrigazione dei campi.
Nel 2024 il lago verrà svuotato totalmente: sarà la terza volta nella sua storia. Un’operazione delicata che servirà per la ripulitura delle prese di pesca dell’acqua, che hanno bisogno di manutenzione per garantire il maggior afflusso d’acqua possibile all’interno del bacino d’acqua.
In questi giorni è in corso la pulizia del fondale e delle zone emerse, primo passaggio prima dello svuotamento previsto tra meno di due mesi. Il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, sta seguendo con attenzioni l’evoluzione dei lavori, fissati a fine agosto per consentire alle strutture presenti di lavorare nella stagione turistica, visto che la riserva di Penne attrae un numero sempre più alto di visitatori tra il centro visite, le escursioni in canoa (sospese in questi giorni in attesa che finisca la prima fase dei lavori) e il parco avventura.
«In questi giorni è stato eseguito un dragaggio del fondale, a fine agosto il lago verrà svuotato. Ma faremo attenzione all’ecosistema presente: verranno lasciati piccoli laghetti per la sopravvivenza della fauna ittica. Nel frattempo, il nostro lago continuerà ad essere un’attrazione turistica importante dell’intero territorio vestino, con le sue attività che stanno portando giovani, studenti e visitatori in città», ha detto il sindaco Petrucci.
La carenza dei acqua nella diga preoccupa, però, gli agricoltori vestini. L’associazione “L’Abruzzo in agris” ha lanciato l’allarme per la produzione del fagiolo tondino del Tavo. Il presidente Marco Finocchio: «L’invaso artificiale è già quasi vuoto», ha detto Finocchio, «Nella valle del Tavo non si ha praticamente la possibilità di irrigare. Tutti coloro che in valle hanno messo culture con doppia raccolta rischiano di perdere la seconda produzione. Il Consorzio di bonifica Centro ha in mente un progetto che potrebbe risolvere il problema anche per il futuro. Un progetto che garantirebbe la possibilità di attingere l’acqua dalla val Pescara per distribuirla nella rete idrica della valle del Tavo. Il lungo commissariamento del Consorzio di bonifica, risolto quest’anno con la nuova dirigenza, e le tante criticità impongono la necessità che la Regione sostenga il progetto».