Penne, lesioni al Convento e nella biblioteca civica

Ispezionati tutti gli edifici pubblici dopo le due forti scosse di mercoledì A Farindola il Palatenda aperto anche di notte per chi vuole dormire fuori casa
PENNE. L'evento sismico che mercoledì sera ha scosso il centro Italia, con epicentro nei Monti Sibillini (Marche), ha riportato la grande paura nel comprensorio vestino. Tanti cittadini, dopo la prima scossa delle 19.11, si sono riversati nelle strade e l’angoscia per come e dove trascorrere la notte è cresciuta con la seconda, più forte scossa delle 21. Gli amministratori di Penne, con l'ufficio tecnico e la protezione civile, hanno subito avviato le ispezioni per verificare la stabilità degli edifici pubblici. Controlli che non hanno riscontrati grossi danni, se non alcune lesioni preoccupanti nella biblioteca comunale di via Martiri Pennesi, gestita dalla Regione, e nel Convento di Colleromano.
Per la biblioteca saranno necessarie ulteriori accertamenti mentre per il Convento di Colleromano, già chiuso in larga parte dopo il terremoto del 2009, si è registrata un allargamento della lesione già esistente nel campanile. Il vicesindaco Vincenzo Ferrante sta lavorando per far sì che possano essere reperiti i fondi necessari per poter ristrutturare il prestigioso complesso religioso. La giunta comunale ha attivato il centro operativo comunale (Coc) e predisposto, con la protezione civile comunale, sopralluoghi anche nei quartieri del centro storico e nelle zone maggiormente isolate del comprensorio urbano per assistere la popolazione. I controlli saranno effettuati anche nelle strutture del bacino artificiale del Lago di Penne. Il piano d'emergenza sismica, programmato dal Comune con il nucleo locale di protezione civile, prevede due aree di accoglienza: quella dello spiazzo antistante l'ospedale abbandonato del Carmine, da 40mila metri quadrati e 500 posti tenda, e quella dello spiazzo di Santo Spirito (ex stazione) da 20mila metri quadrati e 250 posti tenda. Sono state inoltre individuate cinque aree di attesa e una di ammassamento. Le zone di ammassamento sono in zona Marcinelle, in via Clemente De Caesaris (spiazzo della chiesa del Carmine), circonvallazione Aldo Moro (parcheggi), nella villa comunale San Francesco e in piazza Santa Croce e Porta Teramo. Anche a Farindola non si sono registrati danni significativi, ma la paura per i cittadini è stata davvero tanta. Il sindaco Ilario Lacchetta ha perciò messo a disposizione il palatenda comunale Don Florio Simoni per tutti i residenti che volessero trascorrere la notte per una maggiore sicurezza e tranquillità. Verifiche alle strutture pubbliche anche a Loreto, Picciano e Civitella Casanova.
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